Razze di roditori e piccoli animali

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Cane della prateria

Il cane della prateria deve il suo nome al suo luogo d’origine, le praterie e le radure del Nord America, ma anche al suono che emette, simile al latrato di un cane. In Italia il cane della prateria non è ancora molto diffuso come animale domestico, ma questo simpatico roditore che assomiglia molto a una marmotta gode di una sempre maggiore popolarità e non c’è da stupirsi: è un animale che dà molta confidenza all’uomo e instaura con lui un rapporto molto stretto. Tuttavia, se gestire un cane della prateria richiede molto tempo, la sua alimentazione è per contro molto semplice.
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Come prepararsi per adottare un Porcellino d’India

Si tratta senza dubbio di uno degli animali domestici più popolari, anche in Italia, eppure sono roditori. Il porcellino d’India è molto amato per una serie di ottime ragioni. Scopriamo insieme cosa lo rende tanto speciale agli occhi dei loro umani e di cosa ha bisogno per vivere una vita lunga e in salute.
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Criceto

Criceto dorato, criceto d'angora, criceto nano ecc. Esistono molti tipi di criceti diversi per colori e taglia: in virtù del loro tenero aspetto e delle loro piccole dimensioni, sono particolarmente amati dai bambini. Tuttavia, i criceti non sono caratterialmente così teneri come sembrano, sono molto delicati, presentano esigenze ben specifiche e richiedono attenzione e dedizione da parte di chi li adotta.
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Degu

I degu sono roditori originari del Cile, dove vivono in spazi aperti e creano delle reti di piccoli passaggi sotterranei che collegano le tane. Il loro aspetto ricorda un incrocio tra il ratto e il cincillà. Come il cincillà e i topi utilizzano abilmente anche le zampe anteriori come se fossero delle manine. I loro artigli consentono loro di salire su rocce e rami. Il degu è attivo di giorno e vive fino a quattro anni circa. Gli piace essere partecipe di quello che succede attorno e avere contatti con gli umani, ragion per cui la sua gabbia va posizionata in un posto tranquillo, ma di passaggio. I degu però hanno una caratteristica poco piacevole: sono roditori non solo per collocazione biologica, ma nel vero senso della parola, quindi attenzione alla loro voglia di rosicchiare!
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Gerbillo persiano

I gerbilli persiani sono animali domestici ancora poco diffusi, ma che stanno acquisendo sempre più popolarità. Sono imparentati con i gerbilli della Mongolia e appartengono alla famiglia dei Cricetidi, alla sottofamiglia dei Gerbillini e al genere Meriones.
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I cincillà

Con il loro pelo morbido, le lunghe orecchie e la coda folta i cincillà sono molto carini e conquistano immediatamente il cuore di chi li vede! Tuttavia prima di adottare un cincillà, bisogna informarsi sul cibo, il comportamento e le abitudini di questi animali per accertarsi che le loro speciali esigenze e il loro modus vivendi corrispondano alle proprie aspettative. A questo proposito è importante sapere da dove vengono e come vivono in natura. 

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I furetti: origini, aspetto, alimentazione

Hai già dei furetti  o sei interessato a questi agili folletti? Questi piccoli animali tanto particolari stanno diventando sempre più popolari anche come animali da compagnia. Ma i furetti non sono comuni pet come cani e gatti, pertanto è necessario tenere in considerazione alcuni aspetti importanti, prima di decidere di acquistarli.
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Il gerbillo della Mongolia

Il nome latino del gerbillo della Mongolia è Meriones unguiculatus, il cui significato letterale è "guerriero con gli artigli". Questi ultimi sono infatti un'arma che il gerbillo della Mongolia usa piuttosto frequentemente, quando si trova a combattere con esemplari rivali, per stabilire l'ordine gerarchico o per difendere il territorio: durante questi scontri può arrivare a ferirsi anche molto seriamente.
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Lo scoiattolo giapponese (Tamias sibiricus)

Dal 3 agosto 2016 un regolamento dell'UE vieta l'importazione e la detenzione degli Scoiattoli siberiani. Da allora questi simpatici animaletti sono considerati una specie invasiva, in qualche modo pericolosa per la fauna dell'Unione Europea. Cosa comporta questa norma? Il Burunduk non può né essere importato né trasportato sul suolo europeo. Anche allevarlo è vietato. Si fa eccezione solo per gli esemplari già viventi in Europa prima del 2016. Questo vuol dire che chiunque abbia in casa uno Scoiattolo giapponese può tenerlo fino alla sua morte naturale, ma facendo in modo che gli sia impossibile fuggire e riprodursi. Chi ne detiene uno, deve garantire per iscritto alle autorità sanitarie locali, tramite denuncia, che non lo farà riprodurre. Gli esemplari viventi ancora presenti sul territorio europeo possono essere portati in un santuario, e in quel caso il divieto di trasporto decade. In Italia queste norme sono state recepite dal Decreto Legislativo 230/2017: qui puoi trovi l’elenco delle specie esotiche considerate invasive e quindi vietate all’interno dell’Unione Europea e del nostro Paese.

Cosa dice la normativa italiana

Nel nostro Paese esistono piccole popolazioni di Scoiattoli giapponesi, soprattutto nel Veneto, vicino ai parchi urbani. Un piccolo gruppo vive a Villa Ada, a Roma, ma si tratta di pochi esemplari. In generale, le popolazioni di questi piccoli scoiattoli asiatici di solito scappati dalla cattività sono segnalate e tenute sotto controllo. Ma perché questi animaletti dall’apparenza tanto amichevole e innocua sono considerati una specie invasiva? Quali rischi corriamo ad importarli e a lasciare che si diffondano sul nostro territorio? Ci sono due ordini di problemi, purtroppo. L’impatto che il Burunduk ha sull’uomo e quello che ha sull’ambiente, vale a dire sulle altre specie animali autoctone. Il principale problema, per quanto riguarda noi umani, è di tipo sanitario: pare che lo scoiattolo siberiano giochi un ruolo significativo nella trasmissione della malattia di Lyme, una patologia molto grave che provoca danni cronici e invalidanti. Inoltre questi piccoli animali favoriscono la proliferazione di Nematodi esotici ed europee (che sono pericolosi parassiti del terreno).
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Topo selvatico dal collo giallo

Non c'è da meravigliarsi se il Topo selvatico dal collo giallo, che ha abitudini notturne e tende a vivere lontano dagli insediamenti umani, è poco conosciuto. Ancora nel corso di questo secolo questa specie roditrice non veniva neanche distinta dal suo "gemello", il Topo selvatico, che è senz'altro più noto.