Gatto

Tra gli articoli sui gatti del Magazine troverai tante curiosità e indicazoni in merito all'alimentazione ideale per loro, agli accessori indispensabili che dovrai acquistare quando decidi di adottare uno o più felini. Il Magazine per gatti raggruppa una serie di consigli pratici per tutti i padroni. In questo modo sarai in grado di far sentire il gatto perfettamente a proprio agio e passerete tantissimi momenti spensierati a giocare e divertirtvi assieme! Impara a conoscere razze e caratteristiche fisiche dei gatti domestici, così da poter scegliere il micio ideale per le proprie esigenze e per la propria casa. Leggere

Razze feline

Gatto Soriano

Con questo nome si fa riferimento ad un’intera categoria di aMici, i quali si distinguono dagli altri essenzialmente per il loro mantello e per la loro enorme diffusione che li rende, in un certo senso, il “gatto per definizione”, nel continente Europeo. Non si tratta infatti di una specifica razza felina, di solito selezionata dall’uomo per ottenere determinate caratteristiche estetiche e caratteriali, ma piuttosto di una categoria di gatti trasversale alle varie razze feline, all’interno della quale si ritrovano tutti i mici con il mantello tigrato: a strisce, marmorizzato o a macchie. E infatti un Tabby Cat, come viene chiamato nel mondo anglosassone, può essere rosso, bianco, nero o grigio, a strisce o maculato, minuto o robusto. Quello che distingue davvero il gatto Soriano da tutti gli altri, almeno secondo gli appassionati, è la M sulla fronte. Questa caratteristica è al centro di tante leggende che avvolgono la storia degli affascinanti gatti Soriani, i quali potranno essere anche molto comuni, ma senza dubbio non sono banali.

Le leggendaria M sulla fronte del Soriano

Come abbiamo visto, sembra proprio che questo aMicio provenga dal Medio Oriente, dove era particolarmente diffuso già nel lontano passato, in condizioni di libertà e quindi come un qualunque animale selvatico. Da quella regione il nostro amico di zampa si è gradualmente diffuso in tutto il continente europeo, non tanto tramite incroci effettuati dall’uomo, quanto piuttosto attraverso una selezione spontanea. La leggenda vuole che la M che il Soriano reca sulla fronte derivi dalla parola “mau”, che in antico Egitto significava appunto “gatto”. Non a caso, l’antica razza felina egiziana per definizione si chiama ancora oggi Mau Egiziano. Ma c’è anche una leggenda che lega questo micio al mondo cristiano, secondo la quale un esemplare di gatto striato si presentò un giorno a consolare Gesù Bambino, che piangeva disperato: dalla carezza riconoscente della madre, Maria, deriverebbe la M che il Soriano porta ancora oggi sulla fronte. I musulmani non sono da meno e hanno a loro volta un’altra leggenda su questo gattone, che lo vede protagonista insieme al profeta Maometto, alle prese con un serpente velenoso. In questo caso l’arrivo fortuito di un Soriano di nome Muezza salvò il Profeta e da allora, secondo la leggenda, tutti i gatti tabby recano una M sulla fronte proprio per ricordare il fatto che sono creature speciali, amate da Maometto.

La vera origine della M

Fin qui le leggende. Se le mettiamo per un attimo da parte in favore della scienza, però, la spiegazione più verosimile chiama in causa la genetica, e il fatto che la pattern tabby sia il risultato di 3 diversi geni, presenti in tutti i gatti domestici. Come a dire che, in fondo, tutti i nostri aMici sono discendenti dei Soriani e che, semplicemente, in alcuni di loro il motivo tabby è più evidente. Osservando il mantello di un qualunque gatto alla luce del sole, infatti, indipendentemente dalla razza più o meno ufficiale e riconosciuta, non è difficile notare qualche striatura, qua e là. La ragione sta nel fatto che una pelliccia striata o maculata rende i felini molto più mimetizzabili, specie nell’erba alta, rispetto ad un mantello monocolore, che si nota subito, a colpo d’occhio. Lo sanno bene leopardi, tigri e ghepardi, che trascorrono anche ore nascosti nell’erba della savana, in attesa del momento giusto per aggredire la preda designata.

11 min

Movimenti della coda del gatto: come interpretarli

Per tante ragioni, a cominciare dal fatto che convivono con noi da relativamente poco tempo (circa 10.000 anni), i gatti restano un mistero: parte del loro incredibile fascino risiede proprio in questo essere creature enigmatiche. Interpretare quello che pensano è difficile, comprenderli sino in fondo è impossibile. In fondo, non è anche per questo che li troviamo tanto affascinanti? I gatti, a differenza dei cani, non sono animali sociali: restano pur sempre dei predatori solitari che convivono volentieri con gli esseri umani, ma solo a patto di conservare la loro adorata indipendenza. E’ una caratteristica tipica dei felini che, chi li sceglie come compagni, conosce bene e apprezza. Non sappiamo cosa pensino di noi ma possiamo imparare a capire cosa provino: le loro emozioni e i loro stati d’animo possono essere compresi, se impariamo ad osservarli. D’altra parte è da tempo che ci si interroga su cosa pensino i nostri aMici, del mondo che li circonda e di noi umani. Di recente un famoso studioso britannico, John Bradshaw, ha pubblicato un libro, frutto dei suoi anni di studi sui sensi dei gatti e su come li usino per comunicare, tra loro e con le persone. Ne emerge il ritratto di un animale complesso, con un’intelligenza raffinata e potenzialità ben maggiori di quelle che di solito gli riconosciamo. Un amico di zampa le cui emozioni possiamo comprendere un po’ meglio se impariamo ad osservarlo evitando di attribuirgli i nostri pensieri. E soprattutto, se cominciamo ad osservare la sua coda, che il gatto usa per esprimere le emozioni.
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I gatti possono essere gelosi?

Il mondo emotivo dei pet e degli animali selvatici è ancora oggetto di ricerca. Pertanto, gli scienziati non possono ancora affermare con assoluta certezza se i nostri amici pelosi siano effettivamente capaci di provare sentimenti complessi come l'invidia o la vergogna. Le emozioni degli animali sono difficili da studiare. Dopo tutto, non possiamo semplicemente chiedere al nostro amico di zampa cosa stia provando in quel momento. Nei gatti, però, è possibile, misurare oggettivamente alcuni fattori, come la concentrazione di ormoni dello stress o l'attività cerebrale. Ciononostante, sono ancora necessarie delle ricerche più approfondite per provare se i risultati di queste misurazioni siano la conseguenza di determinate emozioni. Esiste anche la possibilità che si tratti semplicemente di una proiezione dei nostri sentimenti sui nostri tigrotti domestici, ad esempio per spiegare il loro comportamento aggressivo.

Che cos'è la gelosia?

Generalmente i tigrotti domestici sono considerati più indipendenti ed eccentrici dei cani. Tuttavia, alcuni studi recenti hanno dimostrato che anche i gatti si legano in maniera molto stretta ai loro umani di riferimento. Ad esempio, la scienziata comportamentale Kristyn Vitale della Oregon State University ha dimostrato che i gatti sviluppano modelli di attaccamento simili a quelli dei bambini. Ed è proprio qui che entra in gioco la gelosia. In psicologia (umana), la gelosia è definita come la paura di dover condividere l'affetto di una persona o di perdere la persona amata. Quindi, se i gatti sono in grado di creare un legame profondo con le loro persone di riferimento, è plausibile che possano anche essere gelosi.

Gatti e gelosia: lo stato attuale della ricerca

Una delle poche ricerche scientifiche sull'argomento traccia un quadro diversificato. In uno studio giapponese, è stato chiesto ad alcuni umani di accarezzare dei gatti di peluche e dei cuscini di fronte al loro amico di zampa. Per effettuare un confronto, anche degli estranei hanno accarezzato entrambi gli oggetti in presenza dello stesso pelosetto. Risultato: i gatti erano chiaramente più interessati al comportamento del proprio umano di riferimento. Lo hanno osservato più intensamente mentre accarezzava il gatto di peluche, che non mentre accarezzava il cuscino. Questo potrebbe indicare gelosia. Ciononostante, gli aMici esaminati non hanno mostrato alcun segno di stress. Inoltre, non hanno cercato di separare il loro umano dal peluche, il che sarebbe in contrasto con il sentimento di gelosia.
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Il gatto tartarugato

La definizione “gatto tartarugato” (conosciuto anche come “gatto squamino”) non si riferisce ad una razza felina vera e propria. È il nome del caratteristico colore e disegno a chiazze nere e rosse del mantello di alcuni pelosetti. Il motivo, che ricorda il guscio di una tartaruga, si presenta come una struttura bicolore del mantello in diverse razze feline, tanto a pelo corto come a pelo lungo. Tra queste troviamo le seguenti:

Che cosa significa "tartarugato"?

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La dieta Whole Prey per gatti

Il tuo pelosetto sta mangiando un topo? Allora si sta concedendo il più primordiale dei pasti whole prey. Perché whole prey significa "preda intera" e, quindi, è un tipo di alimentazione che si basa strettamente sul cibo naturale dei gatti. A differenza della dieta BARF per gatti (cibo crudo biologicamente appropriato), la dieta whole prey non prevede né complementi alimentari né frutta o verdura nella ciotola. I seguaci convinti della whole prey somministrano al proprio tigrotto domestico delle prede intere. Il menù del loro pelosetto è composto da pulcini di un giorno, topi, quaglie, ma anche cosce di pollo o pesce.

La variante "Frankenprey

La dieta “Frankenprey” si basa sugli stessi principi di quella whole prey, ma prevede prede più grandi che vengono tagliate e riassemblate. Il nome di questa particolare dieta si ispira al mostro di Frankenstein! In cosa consiste esattamente la dieta Frankenprey? La carne, gli organi e le ossa devono essere combinati in modo da riprodurre la preda naturale del gatto. Per questo motivo viene seguito un determinato schema. La seguente ricetta si è dimostrata vincente:
  • 80% per cento di carne muscolare o cuore, stomaco, grasso, pelle, tendini
  • 10% di ossa
  • 5% di fegato
  • 5% di altri organi, come reni o milza
Un gatto di 4 kg ha bisogno ogni giorno di circa 100 gr di carne muscolare, 12,5 gr di ossa, 6 gr di fegato e 6 gr di reni o altri organi. Per preparare le razioni non è necessaria una bilancia di precisione: chi segue questa dieta di solito prepara porzioni più grandi e le divide successivamente in singoli giorni. Ad esempio, puoi moltiplicare per dieci la quantità degli ingredienti di cui sopra e poi suddividerli come preferisci in dieci giorni. Le ossa, tuttavia, non devono essere somministrate da sole, ma sempre con almeno due terzi di carne.

Quali sono i vantaggi della dieta whole prey per gatti?

3 min

Torta per gatti: due ricette facili e golose

Vuoi festeggiare il compleanno del tuo pelosetto o semplicemente farlo felice con una sorpresa golosa? Con una torta per gatti non puoi sbagliare. Prepararla con le tue mani è davvero semplice. Ecco due ricette facili e veloci con cui deliziare il tuo micione.
8 min

Gelato per gatti: 5 fantastiche ricette per farlo in casa

In estate, si sa, il gelato è un must perché rinfresca. E quando fa caldo anche i gatti sentono il bisogno di qualcosa di freddo. Ti piacerebbe sorprendere il tuo micio offrendogli, ogni tanto, il piacere di un ghiacciolo? Scopriamo insieme quali ingredienti sono pericolosi per il tuo pet e come puoi preparare a casa un ottimo gelato per gatti.
13 min

Il gatto fa pipì nelle piante: perché e cosa puoi fare per impedirglielo?

Aiuole, piantine aromatiche o piante in vaso, sia per l’interno che per il giardino: molto spesso i nostri angoli di verde, curati con tanto impegno, suscitano un interesse irresistibile nel gatto, che adora cercare di acchiappare i ramoscelli mossi dal vento, rosicchiare le tenere foglioline o scavare nel morbido terriccio. Se hai un gatto lo sai bene: è un animale estremamente curioso e vuole esplorare tutto ciò che lo circonda nei minimi dettagli. Purtroppo per le tue piante, ha anche un debole per i materiali soffici e morbidi, e in questo senso rovistare con le zampette nel terriccio gli dà davvero una grande soddisfazione. Non devi quindi stupirti se ogni tanto il gatto fa pipì nelle piante: spesso è perfino così bravo da cercare di nascondere il cattivo odore seppellendo i propri bisogni sotto la terra della sua irresistibile nuova lettiera. Purtroppo però, quello che per il gatto è un comportamento del tutto naturale può apparire terribile agli occhi, e soprattutto al naso, del suo umano. In fondo la pipì del gatto puzza tremendamente, soprattutto se finisce nella bella pianta che arreda il salotto di casa. Può perfino capitare che il micio abbia una pianta preferita a cui scelga di riservare sempre questo simpatico trattamento, finendo quindi per danneggiarla. Se anche il tuo gatto fa pipì nelle piante è quindi assolutamente comprensibile che tu stia cercando un modo per farlo smettere e per proteggere i tuoi amati vasi dalle sue visite sgradite.

Il gatto vuole davvero sporcare?

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Quando il gatto ti vuole bene: 5 segnali per capirlo

Un rapporto sereno e armonioso con il tuo gatto si fonda sull'affetto. Ma come lo si crea e soprattutto come dimostrano il proprio amore i nostri amici felini? I gatti sono considerati creature indipendenti e difficili da interpretare, ma questi 5 comportamenti ti dicono se e quanto il gatto ti vuole bene.
8 min

I versi del gatto: quando e perché miagola e fa le fusa?

I gatti hanno a disposizione un notevole campionario di versi che utilizzano spesso per esprimere quello che provano. Ovviamente il più conosciuto è il miagolio, ma ci sono anche le fusa, i trilli, i sibili... Come si traducono questi suoni nella nostra lingua di umani? C’è un modo per interpretarli correttamente? Scopriamo tutto ciò che c'è da sapere sui versi del gatto!
7 min

Fisioterapia veterinaria: la riabilitazione per gatti

La fisioterapia (conosciuta anche con il termine di “riabilitazione”) è una comune forma di trattamento conservativo. Un po’ come la fisioterapia per cani, anche la riabilitazione felina può trattare o prevenire diversi problemi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico dei nostri aMici (come articolazioni, muscoli e tendini).

Come può la fisioterapia veterinaria aiutare il mio gatto?

I fisioterapisti specializzati in ambito veterinario possono aiutare il tuo gatto in questi modi:
  • migliorando la mobilità e la motricità fine
  • supportando il percorso di riabilitazione successivo ad una patologia
  • alleviando gli stati dolorosi

Aree di applicazione: quando è utile ricorrere alla riabilitazione per gatti?

7 min

Gastrite nel gatto

Se non trattata, la gastrite può portare a dolorose ulcere gastriche. Se l'ulcera penetra nella parete dello stomaco o colpisce un grosso vaso sanguigno, il gatto può morire per emorragia interna. È quindi necessario prendere sul serio l'infiammazione della mucosa gastrica e farla trattare dal veterinario il prima possibile.

Sintomi: come si manifesta la gastrite nel gatto?

8 min

La spondilosi nel gatto

La spondilosi deformante porta ad alterazioni degenerative della colonna vertebrale e può colpire sia i cani che i gatti. Poiché queste alterazioni si producono gradualmente durante un lungo periodo di tempo, durante la prima fase della malattia molti pelosetti mostrano solo sintomi lievi o addirittura nessun sintomo. Tuttavia, se gli speroni ossei che si sviluppano nel corso della malattia colpiscono i nervi vicini, questo processo provoca un forte dolore. In caso di scivolamento del disco, spesso si verificano altri sintomi gravi, come una paralisi improvvisa, che rappresentano una grave emergenza.

Sintomi: come si manifesta la spondilosi?

15 min

Gatto Soriano

Con questo nome si fa riferimento ad un’intera categoria di aMici, i quali si distinguono dagli altri essenzialmente per il loro mantello e per la loro enorme diffusione che li rende, in un certo senso, il “gatto per definizione”, nel continente Europeo. Non si tratta infatti di una specifica razza felina, di solito selezionata dall’uomo per ottenere determinate caratteristiche estetiche e caratteriali, ma piuttosto di una categoria di gatti trasversale alle varie razze feline, all’interno della quale si ritrovano tutti i mici con il mantello tigrato: a strisce, marmorizzato o a macchie. E infatti un Tabby Cat, come viene chiamato nel mondo anglosassone, può essere rosso, bianco, nero o grigio, a strisce o maculato, minuto o robusto. Quello che distingue davvero il gatto Soriano da tutti gli altri, almeno secondo gli appassionati, è la M sulla fronte. Questa caratteristica è al centro di tante leggende che avvolgono la storia degli affascinanti gatti Soriani, i quali potranno essere anche molto comuni, ma senza dubbio non sono banali.

Le leggendaria M sulla fronte del Soriano

Come abbiamo visto, sembra proprio che questo aMicio provenga dal Medio Oriente, dove era particolarmente diffuso già nel lontano passato, in condizioni di libertà e quindi come un qualunque animale selvatico. Da quella regione il nostro amico di zampa si è gradualmente diffuso in tutto il continente europeo, non tanto tramite incroci effettuati dall’uomo, quanto piuttosto attraverso una selezione spontanea. La leggenda vuole che la M che il Soriano reca sulla fronte derivi dalla parola “mau”, che in antico Egitto significava appunto “gatto”. Non a caso, l’antica razza felina egiziana per definizione si chiama ancora oggi Mau Egiziano. Ma c’è anche una leggenda che lega questo micio al mondo cristiano, secondo la quale un esemplare di gatto striato si presentò un giorno a consolare Gesù Bambino, che piangeva disperato: dalla carezza riconoscente della madre, Maria, deriverebbe la M che il Soriano porta ancora oggi sulla fronte. I musulmani non sono da meno e hanno a loro volta un’altra leggenda su questo gattone, che lo vede protagonista insieme al profeta Maometto, alle prese con un serpente velenoso. In questo caso l’arrivo fortuito di un Soriano di nome Muezza salvò il Profeta e da allora, secondo la leggenda, tutti i gatti tabby recano una M sulla fronte proprio per ricordare il fatto che sono creature speciali, amate da Maometto.

La vera origine della M

Fin qui le leggende. Se le mettiamo per un attimo da parte in favore della scienza, però, la spiegazione più verosimile chiama in causa la genetica, e il fatto che la pattern tabby sia il risultato di 3 diversi geni, presenti in tutti i gatti domestici. Come a dire che, in fondo, tutti i nostri aMici sono discendenti dei Soriani e che, semplicemente, in alcuni di loro il motivo tabby è più evidente. Osservando il mantello di un qualunque gatto alla luce del sole, infatti, indipendentemente dalla razza più o meno ufficiale e riconosciuta, non è difficile notare qualche striatura, qua e là. La ragione sta nel fatto che una pelliccia striata o maculata rende i felini molto più mimetizzabili, specie nell’erba alta, rispetto ad un mantello monocolore, che si nota subito, a colpo d’occhio. Lo sanno bene leopardi, tigri e ghepardi, che trascorrono anche ore nascosti nell’erba della savana, in attesa del momento giusto per aggredire la preda designata.
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American Bobtail

L’American Bobtail è un pelosetto tutt’altro che delicato: con un peso che può raggiungere i 6 kg e un'altezza al garrese di circa 30 cm è una delle razze feline più robuste. È disponibile in tutti i colori e disegni, nonché nelle varietà a pelo corto e a pelo lungo. L’American Bobtail a pelo lungo, in particolare, somiglia ad alcuni gatti delle foreste o perfino alla lince. Questa razza ha uno sviluppo tardivo. Ciò significa che i gatti non sono completamente adulti fino all'età di 2 o 3 anni.

Muscoloso e di grande ossatura

L’American Bobtail ha una corporatura atletica. È muscoloso ed ha un torace ampio. Il bacino raggiunge la larghezza del suo forte torace, mettendo in evidenza il suo aspetto possente. Dalla testa ben proporzionata con le orecchie sormontate da ciuffetti di pelo, il dorso forte si inclina verso gli arti posteriori. L'impressione che ci sia una pendenza è dovuta al fatto che le zampe anteriori sono più lunghe di quelle posteriori.

La coda può essere di diverse lunghezze

Caratteristica tipica e parte finale della linea dorsale è la coda mozza. Questa può essere diritta, attorcigliata o annodata, ma è sempre significativamente più corta di quella delle altre razze feline.

Da dove deriva la coda corta?

Lo standard di razza non specifica esattamente la lunghezza della coda dell’American Bobtail. È auspicabile che la coda sia più corta del garretto ma più lunga di due vertebre.
Importante da sapere: contrariamente ad altre razze feline dalla coda mozza, come il Bobtail giapponese o il Manx (Gatto dell’Isola di Mann), pur avendo la coda corta l'American Bobtail non è considerato una razza da “allevamento tortura”. Ciononostante, a causa delle ridotte dimensioni della sua coda, l’American Bobtail può essere fortemente limitato nei movimenti e nella comunicazione.
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Gatto Elfo

Il Gatto Elfo esiste solo dal 2004 è stato creato negli Stati Uniti da Karen Nelson e Kristen Leedom. Queste hanno incrociato l’American Curl con lo Sphynx per creare una nuova razza felina. Lo scopo dell’incrocio era quello di combinare la natura orientata alle persone dello Sphynx con le orecchie arricciate dell’American Curl. L'esperimento riuscì e il Gatto Elfo ne è il risultato. Questa giovane razza ibrida non è ancora riconosciuta come razza a sé stante. Nelle esposizioni feline dell'Associazione Internazionale dei Gatti (TICA) è elencata come una variante del gatto Sphynx. Gli esemplari di Gatto Elfo e di allevatori di questa razza sono ancora molto rari, soprattutto in Europa, dove la richiesta è piuttosto scarsa.

Il Gatto Elfo è il risultato di un “allevamento tortura”?

Se allevare gatti senza pelo sia una manifestazione di crudeltà nei confronti dei pet è oggetto di un controverso dibattito.  la normativa di alcuni Paesi europei considera l'allevamento dei gatti senza pelo come un “allevamento tortura”. L’assenza di pelo rende questi aMici più suscettibili alle malattie della pelle e alle condizioni atmosferiche. I gatti nudi, infatti, soffrono spesso di scottature ed eczemi e si raffreddano più rapidamente. Oltre ad essere privi di pelo, i gatti nudi come il Gatto Elfo sono anche privi di vibrisse. Ogni amante dei gatti sa quanto questi baffi e peli sottili sulle guance, sopra gli occhi e sulle zampe anteriori siano importanti per l'orientamento del tigrotto domestico. Senza vibrisse, i gatti possono percepire l'ambiente circostante solo in misura limitata, soprattutto al buio. Manca un senso che per loro è essenziale e di cui hanno bisogno per i loro normali comportamenti come sgattaiolare, cacciare o saltare.
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Scegliere la valeriana per gatti

Tra gli amanti degli animali, la valeriana è conosciuta anche come la “droga dei gatti”. Ma perché i vari prodotti e giochi alla valeriana hanno un effetto stimolante sui nostri pelosi? Leggendo questo articolo scopriremo insieme cosa rende questa pianta così speciale e quando e come scegliere la valeriana per i gatti.
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Esercizi per gatti: 5 modi divertenti per tornare in forma

Studi recenti che riguardano la situazione in Italia hanno messo in luce un dato allarmante: oltre la metà dei gatti domestici è in sovrappeso. La situazione è seria in tutta Europa, con percentuali ancora peggiori negli USA. Soprattutto i gatti che vivono in appartamento, senza la possibilità di muoversi all’esterno, rischiano l’obesità e hanno quindi aspettative di vita ridotte proprio a causa del loro sovrappeso. All’origine di questo serio problema c’è soprattutto la mancanza di esercizio fisico, quindi, unita al fatto che tendiamo a nutrire troppo i nostri pet anche per compensare le lunghe ore di assenza da casa e il poco tempo che dedichiamo loro. Non fare l’errore di prendere alla leggera questo argomento: il peso del tuo gatto è una questione importante e gli effetti negativi del sovrappeso sulla sua salute possono essere anche gravi. Se sei preoccupato che il tuo pet pesi troppo, parlane con il tuo veterinario di fiducia. Insieme potrete pianificare la dieta più adatta al tuo micione. Nel nostro magazine zooplus trovi anche un interessante articolo che ti aiuta a capire se il tuo gatto è troppo grasso.

Un po‘ di esercizio fisico: esercizi per i gatti!

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Giochi per gatti: 5 idee facili ed economiche

Quando giocano, i gatti fanno entrare in azione il loro proverbiale istinto da cacciatori. Giocare è un’attività fondamentale e più il gioco è vario, meglio è. Per questo abbiamo pensato di suggerirti cinque facili idee per insegnarti a realizzare da te alcuni giochi per gatti, servendoti di accessori e oggetti che costano poco e che si trovano in ogni casa.
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La prevenzione del gattino: prendersene cura

Fintanto che i gattini si nutrono del latte materno, sono gli anticorpi in esso contenuti a svolgere l’importante funzione di proteggerli dalle infezioni. A partire dalla sesta settimana di vita, invece, quando di solito inizia il graduale passaggio ai cibi solidi, si riduce l’efficacia della protezione offerta dal latte materno. Ecco perché è importante occuparsi per tempo ed efficacemente degli aspetti di prevenzione delle più comuni patologie che possono contrarre i gattini. Di seguito tutto ciò che c'è da sapere riguardo la prevenzione del gattino.
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Tenere sotto controllo il peso del gattino

La tua gatta ha avuto dei piccoli? Congratulazioni! Per essere certo che i nuovi arrivati crescano forti e sani, dovresti controllare regolarmente il loro peso. In questo articolo trovi alcune indicazioni sul peso ideale del gattino nelle sue diverse fasi di crescita, e indicazioni sugli aspetti a cui prestare attenzione quando pesi il tuo giovane amico.
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Cosa fare quando il gattino ha la diarrea

L'arrivo a casa di un gattino è un momento davvero emozionante, per tutti i soggetti coinvolti! Che tu sia un amante dei gatti con anni esperienza o un entusiasta alle prime armi, si tratta comunque di una fase di cambiamento. I gattini infatti richiedono un'attenzione del tutto particolare. Goditi ogni istante perché i cuccioli crescono in un attimo…! Analogamente a quanto accade per i bambini molto piccoli, anche i gattini hanno bisogno effettuare visite periodiche dal loro medico veterinario. Una adeguata assistenza sul piano sanitario, in questa fase, è indispensabile. Una volta superati i primi mesi di vita, il gatto ormai adulto dovrebbe comunque sottoporsi regolarmente a visite di controllo, indicativamente una volta all'anno. Tuttavia, i gattini dovrebbero essere sottoposti più spesso a visite mediche per offrire loro la necessaria immunizzazione di base contro le malattie infettive più comuni. A volte i gatti finiscono dal medico anche a seguito dei tipici "disturbi infantili". Ne è un esempio un sintomo comune che viene spesso sottovalutato, vale a dire la diarrea. Ecco tutto ciò che bisogna sapere sulla diarrea nel gattino.
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Cat sitter: cure amorevoli per il tuo pelosetto

Il cat sitter è una persona ingaggiata per venire a casa tua e prendersi cura del tuo micio quando ti assenti per un periodo di tempo prolungato. Questa forma di assistenza ha un vantaggio decisivo rispetto alla sistemazione in una pensione per gatti: mentre tu sei in vacanza il tuo pelosetto può rimanere nel suo ambiente familiare. I gatti sono noti per essere creature abitudinarie che apprezzano le routine. Molti di loro vogliono ricevere la pappa sempre alla stessa ora. Anche i gatti domestici fuori casa spesso partono per le loro escursioni nel quartiere alla stessa ora e tornano la sera puntuali all’ora di cena. Inoltre, avere dei luoghi familiari in cui dormire e accucciarsi, come cucce, lettini e cuscini per gatti, dà ai gatti domestici un senso di sicurezza e protezione.

I compiti di un cat sitter

Se assumi un cat sitter, il tuo tigrotto domestico potrà rimanere in casa mentre tu sei via. Un cat sitter responsabile passerà a casa tua almeno due volte al giorno, darà da mangiare al tuo micio e pulirà la sua toilette o box per gatti. A seconda di quanto concordato con te, il cat sitter spazzolerà il tuo pelosetto, giocherà con lui e, se necessario, gli somministrerà le medicine. Alcuni cat sitter si occupano anche di altri piccoli compiti, come svuotare la cassetta delle lettere o innaffiare i fiori. Alcuni si offrono anche di trasferirsi nel tuo appartamento durante il periodo della tua assenza, in modo che il tuo amico di zampa non si senta troppo solo.
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La pensione per gatti: come funziona, quanto costa e come sceglierla

Se chiedessi al tuo gatto dove vorrebbe andare in vacanza, probabilmente ti risponderebbe: "A casa!”. I nostri aMici, infatti, sono animali estremamente territoriali, di conseguenza apprezzano moltissimo il loro ambiente familiare, le cucce, gli odori e i suoni che caratterizzano la loro routine quotidiana. Purtroppo però non tutti possono contare su un amico, un vicino di casa o un cat sitter professionista. Cosa puoi fare, quindi, se vuoi viaggiare senza il tuo gatto al seguito o se per qualsiasi altra ragione ti devi assentare e non puoi occuparti del tuo amico animale? La pensione per gatti, in questi casi, si rivela la soluzione più pratica e sicura.

L’importanza di prenotare con largo anticipo

Scegliendo una pensione per gatti rinomata e seria, avrai la certezza di lasciare il tuo pet in ottime mani, quasi come se te ne occupassi tu stesso. In molti casi queste strutture possono contare anche sulla supervisione diretta di un veterinario, oltre ad avere il personale necessario per prendersi cura di tanti micetti nel migliore dei modi. Ricordati di prenotare per tempo: soprattutto in alta stagione, tipicamente in estate e durante le festività natalizie, le pensioni per gatti più rinomate sono quasi sempre al completo. Molte strutture hanno anche ospiti abituali, vale a dire aMici abituati a trasferirsi presso quel determinato hotel ogni volta che i loro umani devono assentarsi per qualunque ragione.
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I gatti si offendono?

Se vivi con un gatto lo avrai già sperimentato anche tu: torni dalle vacanze e non vedi l'ora di rivedere il tuo micione. Entri in casa e lui cosa fa? Sta sulle sue, si defila e ti volta le spalle di proposito. Ma i gatti si offendono o è solo una nostra impressione? Vediamo insieme cosa c’è di vero.

I gatti sono considerati animali indipendenti, in grado di stare bene anche da soli, per qualche giorno. Ma dopo una lunga vacanza, molti micioni sembrano offesi: invece di correre subito verso la porta per salutare il loro umano, si voltano dall'altra parte, si defilano e lo evitano. Non vogliono essere accarezzati, e non si fanno coinvolgere dai giochi e dalle solite attività. Insomma, sembrano risentiti o arrabbiati. I più ostinati evitano ogni contatto visivo anche mentre si riempie loro la ciotola. Sembra quasi che vogliano vendicarsi per essere stati lasciati soli per così tanto tempo. Ma i gatti provano davvero rancore perché ce ne siamo andati senza di loro, o sono solo fantasie umane?
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Gatto Salute e cura del gatto

Calcolare l’età del gatto

Come è noto, non è difficile calcolare l’età di un cane: un anno di un cane equivale all’incirca a sette anni di una persona, fermo restando che hanno una certa incidenza anche la razza e il peso del cane. Ma come si fa a calcolare l’età di un gatto? E soprattutto quanto a lungo vivono i gatti? Da che età un gatto può essere considerano anziano?
Gatto Adottare un gatto

10 cose che dovresti sapere prima di adottare un gatto

Niente da dire: i gattini sono davvero carini! Talmente carini che molte persone fanno entrare precipitosamente un micio nella loro vita senza aver prima adeguatamente affrontato il tema dell’educazione del gatto e del suo mantenimento. Eppure i teneri gattini diventano presto gatti adulti con esigenze che ti accompagneranno per i prossimi 15-20 anni! L’adozione di un gattino o di un gatto adulto dovrebbe quindi essere prima meditata a lungo! Con questo articolo sulle „10 cose che dovresti sapere prima di adottare un gatto“, vogliamo aiutarti in questo processo decisionale.
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Con questo nome si fa riferimento ad un’intera categoria di aMici, i quali si distinguono dagli altri essenzialmente per il loro mantello e per la loro enorme diffusione che li rende, in un certo senso, il “gatto per definizione”, nel continente Europeo. Non si tratta infatti di una specifica razza felina, di solito selezionata dall’uomo per ottenere determinate caratteristiche estetiche e caratteriali, ma piuttosto di una categoria di gatti trasversale alle varie razze feline, all’interno della quale si ritrovano tutti i mici con il mantello tigrato: a strisce, marmorizzato o a macchie. E infatti un Tabby Cat, come viene chiamato nel mondo anglosassone, può essere rosso, bianco, nero o grigio, a strisce o maculato, minuto o robusto. Quello che distingue davvero il gatto Soriano da tutti gli altri, almeno secondo gli appassionati, è la M sulla fronte. Questa caratteristica è al centro di tante leggende che avvolgono la storia degli affascinanti gatti Soriani, i quali potranno essere anche molto comuni, ma senza dubbio non sono banali.

Le leggendaria M sulla fronte del Soriano

Come abbiamo visto, sembra proprio che questo aMicio provenga dal Medio Oriente, dove era particolarmente diffuso già nel lontano passato, in condizioni di libertà e quindi come un qualunque animale selvatico. Da quella regione il nostro amico di zampa si è gradualmente diffuso in tutto il continente europeo, non tanto tramite incroci effettuati dall’uomo, quanto piuttosto attraverso una selezione spontanea. La leggenda vuole che la M che il Soriano reca sulla fronte derivi dalla parola “mau”, che in antico Egitto significava appunto “gatto”. Non a caso, l’antica razza felina egiziana per definizione si chiama ancora oggi Mau Egiziano. Ma c’è anche una leggenda che lega questo micio al mondo cristiano, secondo la quale un esemplare di gatto striato si presentò un giorno a consolare Gesù Bambino, che piangeva disperato: dalla carezza riconoscente della madre, Maria, deriverebbe la M che il Soriano porta ancora oggi sulla fronte. I musulmani non sono da meno e hanno a loro volta un’altra leggenda su questo gattone, che lo vede protagonista insieme al profeta Maometto, alle prese con un serpente velenoso. In questo caso l’arrivo fortuito di un Soriano di nome Muezza salvò il Profeta e da allora, secondo la leggenda, tutti i gatti tabby recano una M sulla fronte proprio per ricordare il fatto che sono creature speciali, amate da Maometto.

La vera origine della M

Fin qui le leggende. Se le mettiamo per un attimo da parte in favore della scienza, però, la spiegazione più verosimile chiama in causa la genetica, e il fatto che la pattern tabby sia il risultato di 3 diversi geni, presenti in tutti i gatti domestici. Come a dire che, in fondo, tutti i nostri aMici sono discendenti dei Soriani e che, semplicemente, in alcuni di loro il motivo tabby è più evidente. Osservando il mantello di un qualunque gatto alla luce del sole, infatti, indipendentemente dalla razza più o meno ufficiale e riconosciuta, non è difficile notare qualche striatura, qua e là. La ragione sta nel fatto che una pelliccia striata o maculata rende i felini molto più mimetizzabili, specie nell’erba alta, rispetto ad un mantello monocolore, che si nota subito, a colpo d’occhio. Lo sanno bene leopardi, tigri e ghepardi, che trascorrono anche ore nascosti nell’erba della savana, in attesa del momento giusto per aggredire la preda designata.
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Movimenti della coda del gatto: come interpretarli

Per tante ragioni, a cominciare dal fatto che convivono con noi da relativamente poco tempo (circa 10.000 anni), i gatti restano un mistero: parte del loro incredibile fascino risiede proprio in questo essere creature enigmatiche. Interpretare quello che pensano è difficile, comprenderli sino in fondo è impossibile. In fondo, non è anche per questo che li troviamo tanto affascinanti? I gatti, a differenza dei cani, non sono animali sociali: restano pur sempre dei predatori solitari che convivono volentieri con gli esseri umani, ma solo a patto di conservare la loro adorata indipendenza. E’ una caratteristica tipica dei felini che, chi li sceglie come compagni, conosce bene e apprezza. Non sappiamo cosa pensino di noi ma possiamo imparare a capire cosa provino: le loro emozioni e i loro stati d’animo possono essere compresi, se impariamo ad osservarli. D’altra parte è da tempo che ci si interroga su cosa pensino i nostri aMici, del mondo che li circonda e di noi umani. Di recente un famoso studioso britannico, John Bradshaw, ha pubblicato un libro, frutto dei suoi anni di studi sui sensi dei gatti e su come li usino per comunicare, tra loro e con le persone. Ne emerge il ritratto di un animale complesso, con un’intelligenza raffinata e potenzialità ben maggiori di quelle che di solito gli riconosciamo. Un amico di zampa le cui emozioni possiamo comprendere un po’ meglio se impariamo ad osservarlo evitando di attribuirgli i nostri pensieri. E soprattutto, se cominciamo ad osservare la sua coda, che il gatto usa per esprimere le emozioni.
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Fisioterapia veterinaria: la riabilitazione per gatti

La fisioterapia (conosciuta anche con il termine di “riabilitazione”) è una comune forma di trattamento conservativo. Un po’ come la fisioterapia per cani, anche la riabilitazione felina può trattare o prevenire diversi problemi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico dei nostri aMici (come articolazioni, muscoli e tendini).

Come può la fisioterapia veterinaria aiutare il mio gatto?

I fisioterapisti specializzati in ambito veterinario possono aiutare il tuo gatto in questi modi:
  • migliorando la mobilità e la motricità fine
  • supportando il percorso di riabilitazione successivo ad una patologia
  • alleviando gli stati dolorosi

Aree di applicazione: quando è utile ricorrere alla riabilitazione per gatti?

Che si tratti di un gattino adottato presso un rifugio, o di uno proveniente da un allevamento, vorrai sicuramente accogliere il nuovo arrivato nella maniera migliore e farlo subito sentire tranquillo nella propria nuova abitazione. Nella sezione "Adottare un gatto" scoprirai come prenderti cura al meglio di lui in questa fase di transizione, che può sicuramente essere difficile. Se ti serve sapere come scegliere la sua lettiera o il tiragraffi, consulta gli articoli dedicati.

Convivere con un gatto a volte potrà presentare degli aspetti che non avevi previsto. Non farti prendere dal panico: qui troverai le dritte per affrontare con consapevolezza questi eventi, capendo le cause di comportamenti imprevisti e imparando a rispettare i suoi spazi ed istinti. Anche sui temi della salute e del benessere del gatto troveranno risposta le domande dei padroncini alle prime armi. Scoprirai come sbarazzarti efficacemente dei parassiti nella stagione primaverile e quali sono i vantaggi e gli svantaggi della sterilizzazione. A questo punto, avrai a disposizione tutti gli elementi per garantire al tuo gattino una vita lunga ed in piena salute.

Tra gli articoli della sezione "Alimentazione del gatto" abbiamo messo a disposizione dei padroni di gatti alcune indicazioni di base, in modo che scegliere come alimentarli diventi semplice e facile. Quali vantaggi e svantaggi comporta una dieta a base di sole crocchette? Sono preferibili i cibi grain-free? In quali casi? Abbiamo anche inserito articoli in merito all'alimentazione specifica per alcune razze. Infine, se hai intenzione di partire in vacanza col tuo gatto, ti sarà utile consultare la sezione "Viaggiare con il gatto", che ti potrà fornire delucidazioni in merito a quale trasportino acquistare, e come rendere il viaggio il più piacevole possibile per entrambi.

Tutti i suggerimenti che potrai trovare nel nostro Magazine sono forniti a mero titolo informativo. Per consigli specifici e pareri medici sulla salute e sul benessere del tuo gatto dovrai rivolgerti al tuo veterinario di fiducia.