Nomi per cani maschi

Scritto da Emmi Hauser
nomi cani maschi

Dare il nome al cane ci rende più legati a loro

Che provenga dal canile di zona o da un famoso allevamento, ogni cane ha bisogno di un nome, per essere chiamato dai suoi umani e per sentirsi parte della sua nuova famiglia. Hai deciso di adottare un cane ma sei ancora indeciso su come chiamarlo? Ecco un elenco dei più bei nomi per cani maschi, scelti tra quelli più originali ed efficaci: perché sì, il nome ha anche una funzione importante e certi appellativi originali ma complicati non sono una buona idea. Scopriamo perché. 

Qual è il nome più bello per un cane?

Chiaramente si tratta soprattutto di una questione di gusti personali: un po’ come con il nome per il proprio figlio, quando si adotta un cane si può decidere di attingere alla tradizione, alla moda o all’ispirazione del momento. Nella maggior parte dei casi, però, le persone (almeno in Italia) restano nel solco delle scelte più classiche, a ben guardare. E infatti, i nomi per cani maschi più diffusi nel nostro Paese sono: 

  • Fido (ebbene sì, è ancora diffusissimo) 
  • Bobby 
  • Argo 
  • Milo 
  • Pepe 
  • Artù 
  • Rocky 
  • Ettore 
  • Pongo 
  • Snoopy 

Dando un’occhiata a questo elenco, possiamo già fare una prima considerazione: i nomi più popolari sono brevi, quasi sempre di due sole sillabe, e con due vocali su cui potersi soffermare quando li pronunciamo, specie a voce alta, per richiamare l’attenzione. C’è una ragione dietro a questa preferenza? Ovviamente sì. 

L’importanza delle vocali

A volte non ci si pensa, ma il nome di un cane ha una funzione fondamentale: quella del richiamo. Se stai decidendo come chiamare il tuo prossimo amico di zampa, tieni presente che quel nome dovrai pronunciarlo spesso, per chiamarlo e per richiamarlo verso di te, ad esempio durante le vostre passeggiate 

Scegliendo un nome breve e con almeno una vocale aperta, sarà più facile farti sentire dal tuo pet anche da lontano, ad esempio durante un’escursione di trekking con il cane libero, senza guinzaglio. 

Ti sembra un dettaglio poco importante? Allora prova ad immaginare di chiamare a gran voce “Bruce!” o “Flick!”, e poi prova a pensare di dover urlare “Argo!” oppure “Milo!”: come vedi, le vocali fanno una grande differenza. È un fatto puramente tecnico che però è bene considerare, quando si sceglie il nome per il proprio amico di zampa. 

Come deve essere il nome di un cane? Qualche consiglio

Come abbiamo detto, il tuo peloso non dovrebbe chiamarsi con un nome troppo difficile da pronunciare o da chiamare a gran voce, quando serve. Meglio invece un nome facile, non troppo lungo, che non “suoni” come qualcos’altro di molto comune che pronunci spesso, per non confondere il tuo pet. 

Allo stesso tempo, e per la stessa ragione, non dovrebbe essere troppo simile al nome di qualche altro membro della vostra famiglia, sempre per non generare confusione. È improbabile che il tuo peloso si confonda con i comandi di base (difficile che un nome possa assomigliare a “Seduto!”), ma può succedere, se chiami il tuo gatto Jack e il tuo cane Black, ad esempio. 

Insomma, complicarsi la vita scegliendo un nome troppo astruso o molto simile ad un altro già in uso in famiglia non ha senso: al di là di quanto e cosa capiscono realmente i cani, è sempre bene evitare di generare confusione nella loro testolina. E nella nostra vita quotidiana!   

cane con nome su medaglietta © Lauren / stock.adobe.com
I dati del tuo cane sulla medaglietta ti aiutano a ritrovarlo in caso di smarrimento

I nomi classici: personaggi storici ed eroi

Da sempre, ci sono persone che per il loro cane amano attingere alla tradizione, scegliendo nomi di personaggi storici o epici. E’ il caso degli intramontabili: 

  • Argo 
  • Achille 
  • Ettore 
  • Apollo 
  • Enea 
  • Cesare 
  • Lapo 
  • Elvis 
  • Golia 
  • Jago 

Ovviamente, tutti i nomi sono bellissimi e al tuo cane piacerà sicuramente quello che sceglierai per lui. Anche seguire una tradizione di famiglia è una scelta che piace a diverse persone, le quali tendono ad usare sempre gli stessi due o tre nomi, per i loro cani, nell’arco dei decenni: non c’è niente di male, ovviamente, anche se altri pensano che sia meglio differenziare apprezzando l’unicità di ciascun pet, a cominciare dal nome.  

È una buona idea anche quella di scegliere il nome del cane sulla base della sua personalità, e quindi, invece di deciderlo a priori, lasciarsi ispirare dalle impressioni che si ricevono nei primi minuti di reciproca conoscenza. In molti casi è la scelta più azzeccata. 

Nomi ispirati alla razza del cane

Molte persone, quando adottano un cane, preferiscono scegliere un nome straniero, in linea con l’origine geografica della razza del loro amico di zampa. In pratica, scelgono un nome inglese perché è inglese il Jack Russell, il Beagle, il Cocker Spaniel e così via. Si tratta di una possibilità che ha un suo senso, e infatti viene scelta da molte persone. Ecco qualche esempio di nomi per cani inglesi, per cominciare: 

  • Jack o Jake 
  • Black o Blake 
  • Russel 
  • Oscar 
  • Buddy 
  • Rocky 
  • Scooby 
  • Gatsby 
  • Snoopy 

Chi adotta uno Shiba Inu, un Akita o un Chin Giapponese, invece, potrebbe preferire un nome preso in prestito dall’affascinante lingua del Sol Levante, magari con un significato importante ed evocativo, come i classici: 

  • Hachiko 
  • Toshiro 
  • Ichiro  
  • Yuki 
  • Kobe 
  • Yoshi 
  • Toshi 

Per la stessa ragione, se stai pensando di adottare un esemplare di Pastore Tedesco, Bassotto, Volpino di Pomerania o qualunque altra razza germanica, potresti orientarti verso nomi per cani tipicamente tedeschi, come ad esempio: 

  • Otto  
  • Bruno 
  • Fritzie 
  • Felix 
  • Theo 
  • Otis 
  • Kasper 
  • Zeus 

Ovviamente, vale lo stesso per le altre nazionalità: potresti scegliere Paco, Pepe, Chico, Pablo o Pedro come nome per un Chihuahua, un Galgo o un Podenco Canario, mentre per i francesissimi French Bulldog, Bichon Frisé e Papillon potresti orientarti su nomi come Léon, Armand, Jolie e Cézanne. 

In fondo, scegliere il nome del proprio cane basandosi sulle origini della razza è una possibilità come un’altra: alcuni associano il nome del loro cane a un ricordo, come ad esempio un luogo molto amato o significativo per la propria storia personale. Altri inventano un nomignolo di sana pianta. Altri ancora si ispirano ai cantanti, agli attori, ai calciatori o ai personaggi famosi.  

La cosa importante è che il nome scelto piaccia a tutta la famiglia: in fondo, sarà una delle parole che pronuncerete più volte al giorno, e per molti anni a venire!  

Questione di taglia? Nomi per cani grandi e piccoli

Magari si tratta di un cliché, ma è difficile non convenire con chi pensa che certi cani, dalla fisicità imponente, richiedano nomi di una certa importanza, a meno di non voler giocare sull’ironia e sull’effetto paradosso. In fondo, chi non troverebbe buffo un Mastino Napoletano che si chiamasse Briciola, o un piccolo Morkie di nome Hulk?   

E infatti, di solito non succede: chi sceglie un cane di taglia grande, cerca un certo tipo di amico di zampa, con il quale fare determinate esperienze anche a livello di attività fisica, potendo offrirgli un certo stile di vita, diverso da quello di chi sceglie cani di piccola taglia.  

Chiaramente non si può generalizzare, ma di solito chi adotta un cane da appartamento non lo chiama Thor, come il figlio di Odino, e nemmeno Simba o Baloo, come il celebro orso del Libro della Giungla.  È più probabile che un cane di piccola taglia si chiami Toby, Pepe, Holly o Nemo.  

Nomi da pedigree: perché sono così strani?

Chi ha familiarità con i cani di allevamento, sa che le cucciolate dei cani di razza spesso seguono regole ben precise, in fatto di nomi. In genere, il pedigree riporta un nome piuttosto lungo, e questo perché spesso viene citato sia l’allevamento sia un nome con l’iniziale della cucciolata. 

Per evitare che possano verificarsi incroci tra consanguinei, infatti, spesso l’allevatore serio sceglie una iniziale diversa per ciascuna cucciolata, così che sia più facile, anche a distanza di anni, riconoscere due fratelli della medesima mamma. 

Per fare un esempio: se sui documenti del mio Labrador Retriever leggo che si chiama “Wally di Castello Bianco” è perché proviene dall’allevamento Castello Bianco e gli è stato assegnato un nome con l’iniziale W, nel suo caso Wally, come a tutti i membri di quella cucciolata. Lo stesso procedimento, in genere, lo si ritrova anche adottando un cane proveniente da un allevamento estero.  

Ovviamente nessuno ti obbliga a lasciargli il nome che trovi sui documenti del tuo cane, una volta che lo adotti, ma è importante non perdere quel foglio, soprattutto in caso tu decida di farlo accoppiare, una volta diventato adulto.   

Un procedimento analogo si verifica spesso anche nei canili o rifugi per animali, quando viene trovata una cucciolata e i volontari o il veterinario devono decidere i nomi dei cagnolini: spesso si ispirano a personaggi dei fumetti o dei cartoni animali, oppure ai poemi epici, alle serie tv o ai romanzi più famosi.  

Se adotti un cane dal canile, puoi decidere di lasciargli il nome che gli era stato assegnato dai volontari oppure cambiarglielo: dipende dai tuoi gusti e dalla tua sensibilità individuale.  

dare nome al cane © Ansty art / stock.adobe..com

Soprannomi e nomignoli: sì o no?

Come abbiamo visto, la scelta del nome per il proprio cane è una questione di gusti e non ci sono regole, ma solo consigli, che potremmo riassumere come segue: 

  • Evita i nomi troppo lunghi perché finirai con usare mille diminutivi. 
  • No ai nomi troppo corti, meno pratici quando devi chiamare il tuo cane. 
  • Evita nomi troppo simili a quelli di altri membri della famiglia. 
  • Per le prime settimane, sforzati di usare solo il nome scelto, evitando i nomignoli.  
  • Scegli un nome che piaccia a tutta la famiglia, o si creerà confusione. 
  • Una volta scelto il nome, non cambiarlo.   

I nostri amici di zampa sono molto intelligenti e imparano rapidamente non solo a riconoscere il loro nome ma anche diverse parole di uso comune. Pare che, in media, i cani siano in grado di comprendere un centinaio di parole. 

Chi vive con uno di questi meravigliosi compagni di zampa sa come a volte basti pronunciare la parola “andiamo” o “pappa” in una frase qualsiasi per vedere il proprio cane, che fino a un minuto prima sembrava addormentato, alzare di scatto le orecchie per cogliere ogni dettaglio della conversazione. 

Durante le prime settimane di convivenza, è meglio evitare di utilizzare vezzeggiativi o nomignoli, per rivolgerci al nostro nuovo amico: rischieremmo di confondergli le idee, soprattutto in un momento delicato come quello dell’ambientamento. Lasciamo i soprannomi ad una fase successiva. 

In fondo, il nome che assegniamo al nostro amico di zampa è la prima decisione che prendiamo al posto suo: qualsiasi scelta è quella giusta, se fatta con amore e rispetto. 

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Emmi Hauser

Sono una traduttrice con un passato da insegnante e una grande passione per gli animali, soprattutto per gli aspetti di relazione tra noi e i nostri pet. Negli anni ho adottato cani, gatti, pesci, conigli e persino pulcini: in tutte le fasi più importanti della mia vita c'è sempre stato anche un compagno di zampa, vicino a me, e ho cercato di trasmettere questo amore per gli animali a chiunque mi incontrasse. Qualche anno fa ho adottato due trovatelle: una cagnolina di nome Marge e una gatta di nome Ki. Sono diventate inseparabili, anche se si contendono ancora le cucce di casa, che pure sono moltissime. Con i miei articoli cerco di approfondire gli argomenti più utili e interessanti per chi ha la fortuna di vivere insieme a questi meravigliosi compagni di vita.


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