Il gatto tricolore: un variopinto portafortuna

Scritto da Bärbel Edel
foto gatto tricolore

Grazie al suo vistoso mantello, il gatto tricolore attira a sé gli sguardi di chiunque.

Rosso, nero e bianco: il pelo del gatto tricolore non passa certo inosservato. Ma da dove deriva lo speciale disegno a macchie della sua pelliccia? Perché quasi tutti gli esemplari tricolori sono femmine? È vero che questo peloso porta fortuna? Leggi questo articolo per saperne di più su questo particolare e affascinante micione.

Cosa si intende con gatto tricolore?

Quando si parla di gatto tricolore non ci si riferisce a una razza vera e propria, quanto invece alla particolare colorazione e all’affascinante disegno presente sulla pelliccia di questi mici così speciali.

Il nome più corretto del gatto tricolore è calico, proprio perché il disegno del suo mantello ricorda la trama dell’omonimo tessuto di cotone stampato.

Sono diverse infatti le razze in cui può venire al mondo un affascinante colorazione di questo tipo:

Come nasce questo straordinario mantello?

Talvolta si sente parlare di “gatto tartarugato”, ma attorno al concetto regna ancora una certa confusione: non è raro infatti trovare accomunati sotto questa denominazione sia il gatto tricolore che il cugino bicolore, correttamente definito tortie, per la somiglianza del disegno del mantello al guscio di una tartaruga.

Si tratta di un errore: mentre il pelo del primo si presenta con macchie di due colori su un mantello di base bianco, il secondo riporta solamente macchie rosse e nere.

Dal punto di vista genetico, invece, entrambi i motivi hanno qualcosa in comune.

I colori principali: il nero e il rosso

Tutti i colori, le sfumature e i disegni presenti sulla pelliccia di entrambi i gatti si articolano a partire da due tonalità di base, ovvero il nero e il rosso. Il pigmento eumelanina genera il pelo nero, la feomelanina quello rosso.

Questi pigmenti possono coesistere in varie proporzioni, ed è proprio questo a rendere ogni mantello unico nel suo genere.

Quando la pelliccia è composta solamente da macchie nere e rosse, si parla di gatto tortie, o più comunemente appunto di gatto tartarugato.

E le macchie bianche? Il gene della pezzatura

Le macchie bianche, spesso presenti sul pelo di moltissimi felini, micioni in primis, sono dovute al cosiddetto "gene della pezzatura" (gene s).

Quello che è casuale, invece, è la loro distribuzione e dimensione.

Ecco quindi la principale differenza tra un gatto bicolore (rosso e nero) e un gatto tricolore (rosso, nero e bianco): il mantello di quest’ultimo è il frutto di una combinazione di geni estremamente rara, pertanto, perché nasca un micino con questo speciale abbinamento cromatico, ci vuole anche un bel po’ di fortuna!

gatto tricolore sdraiato su un tronco
I gatti tricolori sono considerati estremamente rari.

Perché quasi tutti i gatti tricolore sono femmine?

Quando incontri un gatto tricolore, puoi essere abbastanza certo che si tratti di una femmina. Perché? La risposta, ancora una volta, è nella genetica.

Il gene che determina il colore del pelo di un gatto si trova sul cromosoma X. Le femmine, si sa, hanno due cromosomi X, ereditati in parti uguali dal padre e della madre.

Dal punto di vista genetico, quindi, una gattina potrebbe essere nera e rossa, ad esempio, se la madre le trasmetterà il gene del pelo rosso e il padre invece quello del nero.

Durante lo sviluppo embrionale, tuttavia, uno dei due cromosomi viene disattivato. Non si tratta di un processo fisso, a volte tocca al cromosoma materno e altre a quello paterno. Il risultato? In sostanza, a volte viene escluso il gene responsabile del colore nero e altre quello del rosso, e questo spiega la difformità delle macchie presenti sul mantello di questi fortunati pelosi.

Oltre a questi geni, come abbiamo visto, in rari casi può aggiungersi il gene della pezzatura, che aggiungerà le sue belle chiazze bianche.

I maschi, nei gatti come in tutte le altre specie, hanno solo un cromosoma X, a cui si aggiunge il cromosoma Y: proprio per questo, il colore della loro pelliccia può essere solamente nero oppure rosso.

E se un micio maschio avesse il gene della pezzatura attivo? Possibile, ma in questo caso il suo pelo sarà nero e bianco oppure rosso e bianco, ma non potrà mai riportare tutti e tre i colori contemporaneamente.

Come sempre l’eccezione esiste, e in questo è causata da un’anomalia genetica nota anche come sindrome di Klinefelter.

Questa condizione prevede un gatto maschio con due cromosomi X e un cromosoma Y: il duplice cromosoma X potrà dare origine alle macchie rosso-nere, proprio come è normale che avvenga nelle femmine.

Gli esemplari portatori di questa sindrome sono sterili.

Carattere: una diva in miniatura?

Un mantello così speciale non può che attrarre pettegolezzi e leggende: delle gatte tricolori si dice infatti che abbiano un carattere da diva, più capriccioso rispetto ad altre gatte dal mantello più standard.

Non stupisce che una simile teoria non sia mai stata approvata della comunità scientifica.

Il gatto tricolore è particolarmente aggressivo?

Nel 2015 alcuni scienziati americani hanno cercato di indagare se vi fosse una relazione tra il colore del pelo e il carattere nei gatti.

L’Università della California ha sottoposto a più di 1.000 persone un questionario sul comportamento dei loro micini.

Secondo questo studio i gatti tricolore, su base bianca e su base grigia, sarebbero più aggressivi nei confronti degli umani.

La ricerca ha dato risultati ancora più specifici, riportando perfino le circostanze in cui l’uno o l’altro micio si erano comportati in modo sgradevole: ad esempio, i gatti bianchi e neri si sono mostrati particolarmente infastiditi al tentativo di un contatto fisico con loro. I gatti grigio-bianchi, invece, hanno tirato fuori l’aggressività dal veterinario.

Più in generale, i gatti tricolore hanno preferito non creare false aspettative e hanno deciso di mostrare il loro lato ribelle nella vita di tutti i giorni.

Va da sé che studi di questo tipo devono essere considerati più come spunti curiosi, perché in realtà come sappiamo il carattere di un animale si modifica anche in base alle diverse situazioni che vive,

Per fare un esempio, molti gatti diventano aggressivi e reattivi a seguito della castrazione.

Quindi, la teoria secondo cui il colore può influenzare il comportamento del gatto sembrerebbe un po’ azzardata.

Se la serenità del tuo peloso ti sta a cuore, impara come cogliere tutti i segnali che dimostrano che il gatto è felice

Gatto tricolore: porta davvero fortuna?

In alcune culture, il gatto tricolore è considerato un vero portafortuna, molto probabilmente a causa della sua rarità.

In Giappone questi felini sono praticamente venerati: in passato venivano addirittura portati sulle navi per proteggere l'equipaggio da tempeste e malattie durante il viaggio.

Hai presente la famosa statuetta giapponese ritraente un gattino seduto che saluta con la zampetta? Il suo nome è Maneki Neko ed è un portafortuna molto diffuso.

Secondo una credenza orientale, quando un gatto tricolore alza la zampetta in segno di saluto, sul suo umano si riverseranno tanta fortuna e benessere.

Anche in Inghilterra il cosiddetto “calico cat” è considerato un portafortuna.

Nel 2001 lo Stato americano del Maryland lo ha eletto "gatto nazionale", proprio per la somiglianza dei suoi colori con il piumaggio dell’ittero di Baltimora, l'uccello simbolo di questo Stato.

2 kitten di gatto tricolore
Si può tranquillamente affermare che ogni gatto tricolore è unico: il colore e il motivo della sua pelliccia variano infatti in base all’estro della natura e non possono quindi essere controllati in un contesto di allevamento.

Adottare un gatto tricolore

Abbiamo visto che lo speciale mantello del gatto tricolore è sempre il prodotto di una combinazione casuale di geni, che non può essere manipolata tramite tecniche di allevamento.

Quindi, se ha intenzione di adottare uno di questi adorabili gattini, puoi orientarti su una delle razze indicate all’inizio dell’articolo … e sperare nella fortuna!

Quanto costa un gatto tricolore?

Il prezzo di un gatto tricolore dipende innanzitutto dalla razza a cui appartiene, così come tutto ciò che riguarda la sua educazione e la sua cura.

Detto questo, puoi provare a trovarne uno rivolgendoti a un allevatore oppure cercando in qualche fattoria.

Talvolta potresti addirittura trovarlo nel gattile di zona … come ormai avrai capito, è una questione di fortuna!


Bärbel Edel
Profilbild von Magazin-Autorin Bärbel Edel

Sono una giornalista con un grande interesse per la relazione tra l’uomo e gli animali, argomento che ho approfondito anche a livello universitario. Alcuni anni fa ho adottato un gatto di nome Elvis, un trovatello che si trovava nel canile di Monaco di Baviera e che nel giro di poco tempo è diventato il boss di casa. Proprio la relazione con Elvis ha ispirato il mio blog “Lieblingskatze” e mi ha portato ad occuparmi, come giornalista, di argomenti legati al mondo animale. Con i miei articoli spero di aiutare le persone a capire ancora meglio i loro pet.


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