La displasia dell’anca nel cane

la displasia dell’anca nel cane

La displasia dell’anca nel cane è un disturbo di origine genetica che riguarda lo sviluppo articolare. Elementi esterni, quali fattori ambientali, postura e alimentazione del cane, possono esercitare un ulteriore effetto negativo sullo sviluppo delle articolazioni.

La displasia dell’anca nel cane è più comune negli esemplari di taglia media e grande, mentre i cani di taglia piccola ne soffrono più raramente. Si presenta spesso in razze quali il Golden e il Labrador Retriever, il Bovaro del Bernese, il Boxer, il Rottweiler, il Pastore Tedesco e il San Bernardo, meno frequentemente nei Greyhound o nei Levrieri Russi.

Questi cani non nascono con la displasia dell’anca, tuttavia vi sono predisposti. I cuccioli che ne sono colpiti, intorno ai 2 mesi, sviluppano una sublussazione. La testa del femore non è ben fissata alla glena dell’anca, ma si muove avanti e indietro.

Le degenerazioni che ne derivano, come l’artrosi alle articolazioni dell’anca, insorgono a partire dall'età di quattro mesi. Molti esemplari con una forma leggera di displasia dell’anca nel cane soltanto una volta raggiunta la vecchiaia, spesso mostrano sintomi quali la paralisi. Fattori come un elevato peso corporeo o una rapida crescita possono aggravare la displasia dell’anca e questo è il motivo per cui un’alimentazione sana con un moderato apporto calorico e un idoneo apporto di minerali sono così importanti soprattutto per il cucciolo. Un contenuto calorico eccessivo o un apporto troppo elevato di minerali quali il calcio possono avere effetti negativi sulla displasia dell’anca nel cane.

I sintomi della displasia dell’anca nel cane

La displasia dell’anca nel cane presenta sintomi che possono variare molto in funzione dell'età dell’animale, dello stadio di avanzamento della malattia e della limitazione del funzionamento dell’articolazione. Nei cani giovani con un’età che va dai 4 agli 8 mesi saltano agli occhi l’andatura ondeggiante a zampe larghe e la riduzione dell’attività fisica. Nel decorso successivo i cani mostrano segni di debolezza, fanno fatica ad alzarsi e presentano una graduale immobilizzazione delle zampe posteriori. Si verifica poi una perdita di massa muscolare nelle zampe posteriori, poiché i cani affetti da questa malattia le muovono sempre meno a causa del dolore. Anche i muscoli intorno all'articolazione dell’anca possono essere doloranti a causa delle contrazioni muscolari.

La diagnosi della patologia

La displasia dell’anca nel cane viene diagnosticata con una radiografia e, per poter valutare in maniera ottimale la radiografia stessa, questa va eseguita sotto sedazione sul cane posizionato in una particolare postura. La sedazione è necessaria affinché la muscolatura del cane sia rilassata e affinché in quella posizione il cane non senta alcun dolore. Grazie alla radiografia il veterinario può valutare la gravità della patologia e della degenerazione dell’articolazione dell’anca. Un criterio sostanziale di analisi è il cosiddetto "Angolo di Norberg", che viene determinato con due linee tra i centri delle due teste del femore e il punto più esterno dell’acetabolo.

Se il cane non è affetto da displasia, tale angolo è superiore a 105 gradi.

I seguenti segni sono sintomi di displasia dell’anca nel cane: l’acetabolo o la testa del femore oppure entrambi sono appiattiti, tanto da non garantire la posizione ottimale della testa del femore nell'acetabolo. Inoltre spesso si manifesta anche una posizione scorretta del collo del femore o della testa del femore. Spesso sono già riconoscibili segni di artrosi, quali lesioni dell’acetabolo anteriore e posteriore e sul collegamento tra il collo e la testa del femore.

Per la selezione degli animali da riproduzione, specialmente nelle razze a rischio di displasia dell'anca, sono necessari determinati criteri che richiedono l’esecuzione di radiografie e la loro valutazione. Per alcune razze in determinati paesi, oppure come controperizia, viene richiesta anche un’ulteriore radiografia con il cane con le cosce aperte e le articolazioni tibio-tarsali sollevate (la cosiddetta "proiezione a rana") perché in questo modo si riescono a vedere meglio i cambiamenti dell’acetabolo e delle ossa del femore. Gli animali di razza vengono classificati sulla base delle indicazioni della F.C.I. (Fédération Cynologique Internationale) in cinque categorie:

  • A = Normale
  • B = Quasi Normale
  • C = Leggera displasia
  • D = Mediadisplasia
  • E = Grave displasia

Per la cura del cane affetto dalla displasia dell’anca, oltre alle radiografie, sono determinanti anche i risultati dei controlli clinici così come i sintomi.

Terapia

Per la cura della displasia dell’anca nel cane esistono diversi approcci terapeutici, anche se nessuno di essi porta alla guarigione completa. I principali obiettivi sono la riduzione del dolore e dell’infiammazione, il rallentamento dell’avanzare dell’artrosi e il miglioramento della funzionalità articolare e del movimento. La scelta della cura del cane dipende da tanti fattori diversi quali la gravità dei sintomi, i risultati delle radiografie, la razza, l’età e il peso del cane e anche dal padrone. Per la displasia dell’anca esistono una terapia conservativa e una terapia chirurgica.

Il trattamento conservativo consiste prima di tutto in una riduzione del carico e in un supporto per le articolazioni. Se il cane è in sovrappeso è necessario che dimagrisca perché le articolazioni non siano sovraccaricate ulteriormente da un peso eccessivo. Con integratori alimentari per cani come gli acidi grassi Omega 3, la cozza verde, la condroitina per cani e la glucosamina si possono supportare le articolazioni e ridurre i sintomi della patologia. Ti consigliamo di evitare di sovraccaricare il cane con sport che richiedano uno sforzo eccessivo: un’ottima scelta è rappresentata dal movimento ridotto e svolto su un terreno morbido, per non affaticare le articolazioni, e dal nuoto per il rafforzamento della muscolatura.

Invece sono da evitare i movimenti repentini tipici dei salti e delle torsioni per la forte sollecitazione che esercitano sulla superficie articolare, sulla capsula articolare e sul tessuto intorno all'articolazione. Inoltre si può ricorrere a trattamenti fisioterapeutici per alleviare i dolori e le infiammazioni e per allentare le contrazioni muscolari. Il trattamento farmacologico consiste generalmente nella somministrazione di farmaci antinfiammatori e antidolorifici, in parte associati tra loro. Per quanto riguarda il trattamento di tipo chirurgico, le opzioni a disposizione sono diverse. Per la scelta dell’approccio chirurgico occorre distinguere tra i cani giovani che non hanno subito alcun processo degenerativo delle articolazioni articolari e i cani adulti che presentano già dei cambiamenti a livello articolare.

La prognosi della displasia dell’anca nel cane

La prognosi della displasia dell’anca nel cane dipende dalla gravità e dall'insorgenza dei sintomi. Associando diversi trattamenti si può ridurre la sintomatologia e si può consentire al cane di vivere per un periodo di tempo ragionevolmente lungo senza alcun disturbo o con pochi disturbi. Non è possibile guarire del tutto, ma si possono almeno alleviare i sintomi e si può ritardare la degenerazione articolare.

Come prevenire la displasia dell’anca nel cane

Dato che la displasia dell’anca nel cane è una malattia genetica, può essere prevenuta soltanto con dei controlli prima della riproduzione degli animali. Dovrebbero essere destinati all'accoppiamento i cani che non presentano il gene che determina questa patologia. Tuttavia in una certa misura anche il padrone del cane può contribuire a prevenirne i sintomi. Ti suggeriamo pertanto di non sovraccaricare troppo, in fase di crescita, le articolazioni dei cuccioli appartenenti alle razze di taglia grande. Inoltre occorre evitare il cibo per cani calorico e assicurarsi che il cibo somministrato abbia un contenuto idoneo di nutrienti del cibo per cani.

Il tuo cane soffre di problemi articolari? Un divanetto ortopedico fa sicuramente per lui. 

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