{"url":"https://www.zooplus.it/magazine/gatto/salute-e-cura-del-gatto/coccidiosi-nel-gatto-sintomi-e-trattamento","title":"Coccidiosi nel gatto: sintomi e trattamento","mag_id":411989,"is_single":true,"cat_name":"Gatto","sub_cat_id":993,"sub_cat_name":"Salute e cura del gatto","cat_id":542}
Una malattia diarroica nel gatto può avere diverse cause. Tra queste rientra anche la coccidiosi, provocata dai coccidi. Leggendo questo articolo scoprirai quanto sono pericolosi i coccidi nel gatto, da dove vengono e come puoi proteggere il tuo amico di zampa.
I coccidi sono parassiti unicellulari (protozoi) che vivono nell’intestino di varie specie animali e, in rari casi, possono infettare anche gli umani. La malattia che provocano è chiamata coccidiosi. Nel gatto è causata da due specie specifiche: Isospora felis e Isospora rivolta, entrambe note anche come Cystoisospora.
I coccidi sono pericolosi per il mio tigrotto domestico?
Mentre alcune specie sono innocue, altre causano una grave diarrea soprattutto negli esemplari giovani. Se e quanto un micio possa ammalarsi di coccidiosi dipende, oltre che dalla specie di coccidi, anche dall’età e dall’attuale stato di salute del pet colpito.
Nei gattini, una coccidiosi con manifestazione grave può, se non riconosciuta e non trattata, essere fatale. Tuttavia, con una diagnosi precoce e la giusta terapia, le possibilità di guarigione sono buone.
Cause: come vengono infestati i gatti dai coccidi?
Di solito, i gatti assumono oocisti infettive, la forma di trasmissione dei coccidi, dall’ambiente. Le oocisti si trovano ad esempio nelle feci di esemplari infetti e possono contaminare erba o cibo.
Inoltre, il consumo di carne cruda può portare alla trasmissione di stadi quiescenti di Isospora, i dermozoiti, attraverso un ospite intermedio, ad esempio topi o altri roditori, e quindi alla coccidiosi.
Infezione possibile a qualsiasi età
Le specie di Isospora del gatto sono diffuse in tutto il mondo e sono specifiche. Spesso i gattini vengono infettati dalla madre già nelle prime settimane di vita. Ma anche i gatti più anziani possono contagiarsi.
In particolare, in allevamenti con molti pelosetti in spazi ristretti, si verifica un’aumentata pressione infettiva, poiché le oocisti nell’ambiente sono in grado di sopravvivere per diversi mesi. In caso di reinfezione, cioè una nuova infezione con l’agente patogeno, generalmente non si verificano sintomi clinici, tuttavia i pet infetti eliminano nuovamente le oocisti.
Soprattutto i gattini possono infettarsi con i coccidi, attraverso erba o cibo contaminati.
Sintomi: come si manifestano i coccidi?
I tigrotti domestici piccoli o ancora giovani sono particolarmente suscettibili. In caso di infezione, soffrono spesso di diarrea pastosa o acquosa, talvolta anche sanguinolenta. Inoltre, i coccidi causano nei gatti perdita di appetito, dimagrimento e apatia.
In particolare in caso di infezioni secondarie batteriche o virali, possono verificarsi decorsi gravi con disidratazione e occasionali decessi.
La coccidiosi può essere asintomatica?
I tigrotti domestici anziani con una stabileimmunità intestinale o pelosetti che si infettano ripetutamente con i coccidi di solito non mostrano alcun sintomo. Ciononostante, possono espellere e diffondere l’agente patogeno e quindi essere una fonte di infezione per altri gatti.
Diagnosi: come si individuano i coccidi nei gatti?
Per confermare con certezza una coccidiosi nel gatto, è necessario un esame delle feci. Poiché l’eliminazionedei parassiti intestinali non è continua, è consigliabile raccogliere le feci del tuo amico di zampa per almeno tre giorni consecutivi.
Il campione di feci raccolto viene esaminato mediante il metodo di flottazione e i coccidi vengono identificati al microscopio.
Terapia: come si combatte la coccidiosi nel gatto?
Contro i coccidi possono essere impiegati diversi farmaci come i sulfamidici o quelli con il principio attivo toltrazuril. Il dosaggio e il protocollo di trattamento dipendono dall’età e dal peso del micio, dal farmaco utilizzato e dall’entitàdell’infezione.
Terapia intensiva per gatti particolarmente giovani e anziani
Nei gattini o nei mici anziani con segni clinici gravi, è necessaria anche una terapia sintomatica. Questa è adattata alle condizioni generali del gatto e viene personalizzata dal veterinario curante.
Tra le altre cose, può essere necessaria una terapiainfusionale per compensare la disidratazione e l’ipoglicemia. Possono essere necessari anche altri farmaci contro la diarrea, per la rigenerazione del microbioma intestinale o per il trattamento di altre infezioni concomitanti.
Importanti misure igieniche in caso di coccidiosi del gatto
Un elemento molto importante nel trattamento della coccidiosi sono le misure igieniche. Altrimenti si verificano reinfezioni dei gattini e il successo della terapia viene meno.
Tra le misure igieniche suggerite contro i coccidi rientrano:
• Pulire quotidianamente ciotole del cibo e dell’acqua con acqua bollente • Pulire quotidianamente la toilette per gatti con acqua bollente, asciugare bene • Cambiare regolarmente le coperte e lavarle a >65°C • Pulire accuratamente le superfici contaminate (preferibilmente con un pulitore a vapore) e con un disinfettante adatto
Prognosi: quali sono le possibilità di guarigione dalla coccidiosi nel gatto?
Con una combinazione di terapia intensiva e rigorose misure igieniche, la coccidiosi nei gatti può essere curata. Tuttavia, soprattutto se si tratta di un gatto domestico fuori casa, che quindi passa molto tempo all’aperto, o di grandi colonie feline, può verificarsi in qualsiasi momento una nuova infezione con Isospora.
Profilassi: come posso evitare una coccidiosi nel mio gatto?
Nei gatti che escono all’aperto, l’infezione da coccidi non può essere evitata, poiché possono contagiarsi in qualsiasi momento mangiando un topo.
Nei gattini o prima dell’inizio di una convivenza tra gatti, gli esami delle feci su campioni raccolti possono ridurre significativamente il rischio di introduzione e trasmissione di Isospora ad altri aMici.
In particolare per le gatte incinte che escono all’aperto, un esame parassitologico approfondito prima del parto dovrebbe sempre far parte della prevenzione.
Scheda della coccidiosi nel gatto
Definizione:
la coccidiosi è un’infestazione intestinale causata dai coccidi, dei parassiti unicellulari (protozoi). Nel gatto è causata da due specie specifiche: Isospora felis e Isospora rivolta
Sintomi:
– diarrea pastosa o acquosa, talvolta anche sanguinolenta – perdita di appetito e dimagrimento – apatia – disidratazione
Cause:
– assunzione di oocisti infettive (la forma di trasmissione dei coccidi) dall’ambiente, ad esempio da feci di esemplari, erba o cibo – consumo di carne cruda di ospiti intermedi infetti (ad es. topi o altri roditori) – trasmissione dell’infezione dalla madre durante le prime settimane di vita dei gattini
Strumenti diagnostici:
esame delle feci ripetuto per almeno tre giorni
Intervento chirurgico:
no
Terapie:
farmaci specifici quali: sulfamidici o quelli con il principio attivo toltrazuril; nei casi più gravi, anche terapia sintomatica: infusioni per compensare la disidratazione e l’ipoglicemia, farmaci contro la diarrea, per la rigenerazione del microbioma intestinale o per il trattamento di altre infezioni concomitanti
Vaccinazione:
no
Prognosi:
la coccidiosi è curabile con una combinazione di terapia intensiva e rigorose misure igieniche. Tuttavia, nei gatti che vivono anche all’aperto o in grandi colonie feline può verificarsi in qualsiasi momento una nuova infezione
Prevenzione:
– Nei gatti che escono all’aperto, l’infezione non può essere evitata. – Nei gatti domestici, gli esami delle feci possono ridurre il contagio da altri gatti in arrivo. – Nelle gatte incinte che escono all’aperto, eseguire un esame parassitologico approfondito prima del parto.
Questo articolo di zooplus Magazine è puramente informativo. Se il tuo animale presenta malessere e fastidi, contatta il tuo veterinario per diagnosi e cure.
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