Il morso del gatto This article is verified by a vet

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Scritto da Franziska Gütgemann
Gatto

Il tuo gatto è uno spirito libero e ogni tanto rientra a casa malconcio? C’è la possibilità che sia impegnato in una disputa territoriale con altri gatti. Spesso in questo caso i nostri amici felini mostrano segni di graffi e morsi che, se non individuati per tempo, possono portare a gravi infiammazioni sino al rischio di una pericolosa setticemia batterica. Oltre agli stessi gatti, anche alle persone e ad altri animali come cani, conigli e polli può accadere di essere morsi da un gatto. In ragione dell'altissimo rischio di infezione che si corre in questi casi, una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo della ferita sono due fattori molto importanti. Il seguente articolo vuole offrirti consigli in merito agli aspetti a cui prestare attenzione.

Perché i morsi del gatto sono così pericolosi?

Contrariamente a quanto accade con i morsi dei gatti, le lesioni causate da un morso di cane sono in genere piuttosto superficiali e si estendono su una superficie di pelle più ampia. Il danno a livello dei tessuti è generalmente più importante, ma anche per questo motivo viene di solito riconosciuto tempestivamente e quindi trattato per tempo.

La seconda differenza è morfologica: in confronto ai denti del cane, quelli del gatto sono molto lunghi, sottili e appuntiti. In aggiunta a ciò, in particolare i canini del gatto hanno una leggera curvatura grazie alla quale, quando questo animale morde, riesce a raggiungere i tessuti corporei della vittima più in profondità. Ciò può causare gravi lesioni ad importanti strutture anatomiche come tendini, muscoli, vasi sanguigni o nervi.

I morsi del gatto causano spesso anche infezioni a livello della ferita stessa, poiché i denti del gatto lasciano sul corpo della vittima, alla fine della lesione, una varietà di germi. Poiché il foro creato dai denti aguzzi e sottili del gatto è generalmente molto stretto e profondo, con il calore e l’umidità i batteri possono moltiplicarsi indisturbati. Questi batteri includono in particolare i germi ambientali, che si trovano normalmente nella bocca dei gatti. Nel caso in cui questi penetrino nel flusso sanguigno della vittima, si diffondono potenzialmente in tutto il corpo causando una infezione del sangue potenzialmente letale (la sepsi). I morsi del gatto possono causare anche malattie infettive pericolose come il tetano (causato dal batterio clostridium tetani) o la rabbia (causata da un virus). Siccome i proprietari di animali domestici, nei giorni immediatamente successivi al morso di gatto, tendono a non accorgersi o a sottovalutare i segni di queste ferite, il rischio che si sviluppi un’infezione è purtroppo particolarmente elevato.

Quali sono i sintomi?

Siccome accade di frequente che i morsi del gatto non vengano individuati direttamente, in quanto parzialmente coperti dalla pelliccia o dalle piume dell’animale ferito, ci se ne accorge principalmente attraverso altri sintomi associati, che la vittima del morso manifesta:

  • Il dolore dovuto alle ferite spesso provoca, nell’animale che ha subìto un morso, maggiore riluttanza a muoversi, zoppia o bisogno di tenere fermi determinati arti. Alcuni animali esprimono anche forti espressioni di dolore.
  • Sulle piume o sulla pelliccia dell’animale ferito sono visibili tracce superficiali di sangue.
  • Si notano segni di infiammazione come gonfiore, arrossamento o formazione di pus.
  • Eventuali lesioni nervose possono condurre a conseguenze di tipo motorio (ad es. paralisi) e a livello di sensibilità (ad es. accentuate ipersensibilità o perdita di sensibilità).
  • L’eventuale infezione sistemica di origine batterica (sepsi) si manifesta con una condizione generale di salute notevolmente inferiore alla norma, febbre e una riduzione graduale dell’appetito dell’animale.
  • I segni del tetano sono tremori persistenti e irrigidimento del tono muscolare, specie in prossimità della ferita.
  • Se non prontamente individuati, anche i più piccoli morsi di gatto possono portare alla morte dell’animale che viene morso.

Procedure diagnostiche

Nel caso in cui si venga morsi da un gatto, o sia stato morso il proprio animale, è fondamentale controllare i documenti sanitari per verificare le vaccinazioni effettuate e determinare la microflora batterica esistente per poter pianificare il trattamento terapeutico. Se non si è protetti contro il tetano, è importante supportare il più rapidamente possibile il sistema immunitario, ad esempio con un'immunoglobulina antitetanica. Attraverso il prelievo di un campione dalla ferita, è possibile moltiplicare i batteri in laboratorio su determinati terreni di coltura e quindi utilizzare varie tecniche per determinarli con esattezza (ad esempio attraverso la PCR, ossia una reazione a catena della polimerasi, oppure attraverso la spettrometria di massa MALDI-TOF). Ai fini di un successivo trattamento antibiotico, è di grande importanza il poter effettuare un ulteriore test di resistenza ai batteri, il quale costituisce ad un trattamento mirato ed efficace e al contempo consente di evitare germi resistenti. Inoltre, sono assolutamente raccomandati esami del sangue, esami del sistema nervoso nonché l'esame obiettivo delle strutture anatomiche più profonde, usando metodi di imaging (ad esempio l’ecografia).

 

Cosa fare in presenza di un morso di gatto

Se il tuo gatto, cane o altro animale mostra segni che indicano che ha subìto l’attacco da parte di un gatto, è importante esaminare con attenzione tutto il corpo dell’animale, per cercare altri segni che confermino il morso. Se vedi solo due segni riconducibili ad un morso felino, è molto probabile che tu possa individuare segni analoghi anche sul lato opposto di quella parte del corpo del tuo animale.

 

Per trattare efficacemente il morso di un gatto è necessario consultare sempre un medico veterinario (o il medico di famiglia, nel caso in cui la vittima del morso sia una persona): il rischio infatti è quello di dover affrontare conseguenze a lungo termine come una sepsi batterica (setticemia).

L'attenzione del medico di norma si concentra sulle seguenti misure terapeutiche:

  • Curare la ferita: si trattano e puliscono i segni del morso e, se necessario, la ferita viene trattata con una pomata antinfiammatoria. La sutura della ferita non è consigliabile, invece, poiché in quel caso non sarebbe più possibile drenare i batteri e la secrezione della ferita stessa.
  • Dopo un test di resistenza, si somministrano antibiotici sistemici (sotto forma di unguenti e compresse) e antidolorifici.
  • Nel caso di lesioni gravi, possono essere necessarie misure di tipo chirurgico.

Qual è la prognosi?

Come abbiamo visto, a causa dell’elevato rischio di contrarre un’infezione, i morsi del gatto possono essere molto pericolosi. È quindi importante non sottovalutare la situazione e adottare tempestivamente le misure necessarie ad evitare che la ferita si infetti. In special modo conseguenze severe quali sepsi, tetano e rabbia possono portare alla morte della vittima. Viceversa, con un'efficace protezione vaccinale e una gestione precoce della ferita a livello medico, la prognosi è molto migliore.

Come si possono prevenire le conseguenze?

La vaccinazione contro tetano e rabbia è l’azione più importante che si possa fare per prevenire le conseguenze di un morso da parte di un gatto. Sebbene in Italia la rabbia sia stata debellata da diversi anni (si parla di “stato di indennità” dell’Italia), il rischio rimane capita che la rabbia si ripresenti attraverso animali importati illegalmente dall’estero, e in particolare in alcune zone di confine del nostro Paese (nord-est). Gli animali infetti possono trasmettere il virus della rabbia, potenzialmente letale, attraverso i loro morsi. Anche il tetano è ormai piuttosto raro, in Italia, grazie all'elevato tasso di immunizzazione da vaccinazione raggiunto da decenni, ma in presenza di un morso di gatto non si può escludere che ne consegua un'infezione da clostridium tetani. Si consiglia quindi di effettuare le vaccinazioni e di evitare il rischio di essere morsi rapportandosi con cautela con gatti e altri animali.

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