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Scritto da Amelie Krause, Veterinario
la rabbia nel cane

La rabbia nel cane

La rabbia nel cane è una malattia mortale che può colpire anche mammiferi, uccelli ed esseri umani. Si tratta di un batterio conosciuto fin dall'antichità, soprattutto come antropozoonosi diffusa da cani e prede, cioè una malattia che può infettare sia cani che umani. Esistono diversi testi babilonesi, greci e romani che trattano questo quadro clinico e della trasmissione della malattia attraverso il morso.

Il virus della rabbia, di tipo RNA, appartiene alla tipologia dei Lyssavirus e alla famiglia dei Rhabdoviridae. La rabbia nel cane è diffusa in tutti i Paesi del mondo, anche se in alcuni, grazie a delle misure di entrata e quarantena è stata debellata (Gran Bretagna, Scandinavia, Giappone e Australia). In Europa, la volpe è il maggiore portatore di questo virus ma, con l’utilizzo di esche e l’immunizzazione orale, oramai il virus è molto raro. In alcuni pipistrelli la rabbia è ancora presente, anche se si differenzia da quella classica, degli animali terrestri. Il virus viene trasmesso principalmente dalla saliva di animali infetti, quindi tramite il morso. Tuttavia, è anche possibile che venga trasmessa attraverso il contatto della saliva con mucose o ferite aperte. Sono ancora dibattuti altri metodi di trasmissione.

Dopo esser entrato nell'organismo, il virus si insidia nel sistema nervoso centrale e nelle ghiandole salivari, per espandersi nel corpo del cane. Prima che possano mostrarsi i primi sintomi possono passare anche fino a 24 settimane: questo periodo dipende dalla tipologia di trasmissione del virus: più si trova vicino al sistema nervoso, più velocemente il cane si ammala.

Sintomi della rabbia nel cane

La rabbia nel cane ha un decorso che si distingue in 3 fasi, che possono anche sovrapporsi fra loro: fase prodromica, fase di latenza e fase terminale. Non tutti gli animali infetti vivono queste fasi classiche, per alcuni si può passare dalla prima direttamente all'ultima.

La fase prodromica può durare al massimo alcuni giorni ed è caratterizzata da un cambiamento nel comportamento: alcuni cani diventano paurosi e irrequieti, altri sensibili alla luce e ai rumori. Cani che prima erano diffidenti possono iniziare a fidarsi e a essere più attenti. L'aumento della salivazione può comportare problemi di deglutizione.

Nello stadio latente, i cani diventano nervosi, selvatici e facilmente irritabili. Si mordono o graffiano da soli e sono disorientati. Aumentano la salivazione e i problemi a essa legati.

Nel terzo stadio della rabbia, quello terminale, i cani possono rimanere paralizzati, andare in coma o morire.

Diagnosi della rabbia

Una chiara diagnosi di rabbia può essere fatta solo su un animale deceduto, sul quale si possono fare diversi test. Per un cane vivo si possono fare solo dei test di conferma, fatti analizzando i sintomi presenti, insieme all'anamnesi.

Per un cane non infetto o non completamente infetto, che saliva eccessivamente senza chiaro motivo o che mostra sintomi neurologici o cambiamenti comportamentali, c’è solo una probabilità che si tratti di rabbia. Se si sospetta un caso di rabbia nel cane, il veterinario dovrà prendere ulteriori misure per controllare una possibile epidemia, che caratterizza la rabbia.

La terapia contro la rabbia nel cane

Il trattamento della rabbia nel cane è proibito. Anche il tentativo di terapia è vietato a causa dell’alto rischio di contagio nell’uomo.

In caso di possibile infezione da rabbia nel cane è il veterinario che, sulla base dell’ordinamento di riferimento, decide il da farsi.

Prevenire la rabbia nel cane

Dato che la malattia, così come la probabilità di infezione da rabbia, può essere mortale per il cane, è necessario effettuare dei vaccini contro il virus.

Per questo in Italia sono ammessi solo vaccini inattivi. Secondo l’ordinanza il vaccino nel cane avrà effetto solo se fatto almeno nei primi 12 mesi di vita e dopo 21 giorni dalla puntura, per poi ripeterlo se necessario. Per viaggiare con il cane all'estero è necessario sempre un vaccino per il cane anti-rabbia.

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