Gatto polidattile: quando il micetto ha un dito in più This article is verified by a vet

gatto polidattile

In Greco antico, “Polýs” significa "molti” mentre "dáktylos“ sta per “dita”. Quindi il gatto polidattile ha più dita del normale.

Se il tuo pelosetto ha uno (o più) dita di troppo, si dice che è affetto da polidattilia. Scopriamo insieme da cosa dipende questa malformazione congenita e cosa devi sapere nel caso in cui tu viva insieme ad un gatto polidattile.

L’accoppiamento tra gatti polidattili: sì o no?

Quello dell’allevamento di gatti accomunati da questa caratteristica è un tema dibattuto un po’ ovunque. L’Ente Nazionale Felinotecnica Italiana definisce la polidattilia come la condizione per cui un gatto ha “più di cinque dita alle zampe anteriori o più di quattro dita a quelle posteriori” e la classifica tra i difetti morfologici, eccezion fatta per i casi in cui è “autorizzata espressamente dallo standard”.

Bisogna dire però che c’è anche chi la considera un pregio e non un’imperfezione: pare infatti che i mici con più dita possano arrampicarsi meglio e afferrare qualcosa con più facilità. In pratica, un gatto polidattile avrebbe qualità superiori, nella caccia, rispetto ai gatti normodotati.

E infatti in America esistono allevamenti dedicati esclusivamente ai gatti polidattili, precisamente della razza americanaSuperscratcher”.

Nel nostro Paese, fatta eccezione per alcune razze feline come il Main Coon, la polidattilia non è accettata dagli standard ufficiali. Per questo motivo, i mici che presentano questa anomalia vengono esclusi dall’allevamento.

Come capisco se il mio gatto è polidattile?

Invece di 5 dita anteriori e 4 posteriori, i gatti con polidattilia di solito hanno 6 sei dita davanti e 5 dietro, ossia un dito di troppo per zampa.

Esistono però diverse varianti. Questa mutazione genetica può interessare tutte le zampe o limitarsi a una sola. Sono noti anche casi più rari in cui più di un dito è sovrasviluppato: un gatto di nome Jake, con le sue 28 dita invece di 18,  è persino entrato nel Guinness dei primati-

In ogni caso, la prima cosa da precisare è che questa malformazione non comporta dolore né particolari fastidi. I gatti affetti da polidattilia vivono una vita normale, senza complicazioni. Al limite può succedere che un artiglio si strappi e si infiammi, ma è un’eventualità piuttosto rara.

A seconda del punto della zampa in cui si trova l’arto in più, gli specialisti distinguono due forme diverse di polidattilia:

  1. Polidattilia preassiale

In questo caso la mutazione genetica interessa il bordo interno della zampa. Sulle zampe anteriori, i mici polidattili hanno una sorta di pollice invece dello sperone (il dito in più che si trova in alto, separato dagli altri, e che serve al gatto per l’equilibrio nei salti e nei movimenti in genere).

  1. Polidattilia postassiale

In questo caso, invece, la zampa del micio è arrotondata perché il gene ereditario responsabile dell’anomalia fa sì che il dito supplementare cresca al centro o all'esterno della zampa.

Le zampette anteriori del gatto di norma hanno con 5 dita ciascuna.

Perché può accadere che un gatto sia polidattile?

All’origine di questa anomali vi è una mutazione genetica che si eredita tramite trasmissione autosomica dominante. Il patrimonio genetico del gatto normalmente prevede un totale di 18 dita, tra zampe anteriori e posteriori. Nel momento in cui il gene responsabile di questa particolarità muta, varia anche il numero delle dita.

L’iperdattilia è una caratteristica particolarmente comune nei gatti di razza Maine Coon. Stando a diverse fonti, il 40% dei Maine Coon originari avrebbe avuto un dito in più.

Siccome Snow White, la gatta preferita di Ernest Hemingway, era polidattile, i mici con questa caratteristica sono noti anche con il nome di "gatti di Hemingway". In Norvegia si chiamano anche "gatti di bordo".

Un’altra razza felina nota per i frequenti casi di polidattilia è il Pixie Bob. Diversamente da quanto stabilito per il Maine Coon, però, nel Pixie Bob la polidattilia è parte integrante dello standard di razza riconosciuto dalla TICA (The International Cat Association).


Franziska G., Veterinaria
Profilbild von Tierärztin Franziska Gütgeman mit Hund

Mi sono laureata in Medicina Veterinaria all’Università Justus-Liebig di Gießen, in Germania, e ho maturato una vasta esperienza in diversi ambiti quali la medicina clinica per piccoli animali, la pratica veterinaria per animali di grossa taglia e per animali esotici, approfondendo le mie conoscenze in fatto di farmacologia, patologia e igiene alimentare. Da allora svolgo attività come autrice non solo di testi di argomento veterinario ma anche in quello che è l’ambito della mia dissertazione scientifica. Il mio obiettivo è quello di riuscire a proteggere meglio gli animali dagli agenti patogeni di tipo batterico. Oltre alle mie conoscenze mediche, mi piace condividere la mia felice esperienza di proprietaria di un cane: in questo modo posso comprendere da vicino e allo stesso tempo fare chiarezza sulle principali problematiche che riguardano la salute degli animali.


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