L’intolleranza alimentare nel gatto This article is verified by a vet

gattino che mangia da una ciotola

gattino che mangia da una ciotola su sfondo grigio

Lo stomaco sensibile del gatto

Circa due terzi dei proprietari di gatti ritiene che il proprio animale tenda a soffrire di intolleranze alimentari, le quali finiscono con l’incidere sul benessere generale e, soprattutto, sulle condizioni della pelle e del pelo del loro gatto. Tuttavia, soltanto nel 25% dei casi l'intolleranza ad un dato alimento o a ad uno specifico componente alimentare dà luogo ad episodi ricorrenti di vomito e/o diarrea. Per prima cosa occorre distinguere tra una intolleranza alimentare e una vera e propria allergia, la quale consiste in una reazione innescata dal sistema immunitario del gatto.

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L’intolleranza alimentare nel gatto

Quando si verifica una intolleranza alimentare, solitamente il corpo non riesce a digerire correttamente uno o più componenti alimentari. Un elemento piuttosto comune e perlopiù mal compreso dai proprietari di gatti, ad esempio, è rappresentato dal lattosio, vale a dire lo zucchero del latte. I gatti adulti spesso non sono in grado di utilizzare il lattosio, il che ha come conseguenza fenomeni importanti di dissenteria. Contrariamente a quanto si è soliti credere, infatti, non è il caso di offrire latte ai gatti adulti.

Fenomeni di intolleranza alimentare dovuti all’età

Nei gatti l'intolleranza alimentare può presentarsi anche come una manifestazione connessa con l’avanzare degli anni. Il più delle volte, i proprietari si stupiscono nel constatare come il consueto cibo per gatti, che è sempre stato ben tollerato dal loro animale, improvvisamente crei problemi di intolleranza. Può trattarsi di un processo correlato all'età, come nel caso del lattosio non tollerato dai gatti adulti, o di una intolleranza sviluppatasi lentamente a causa delle modificazioni dell'attività enzimatica nel tratto digestivo. In altre parole, il gatto non riesce più ad utilizzare in modo appropriato alcuni ingredienti. A volte l’aver assunto anche una sola volta un determinato componente è sufficiente per provocare una reazione indesiderata da parte del corpo dell’animale.

Cambi di alimentazione troppo frequenti

Anche il fatto di cambiare con frequenza, magari quotidianamente, la consistenza del cibo per gatti, ad esempio alternando alimenti umidi e secchi, viene tollerato con difficoltà e spesso dà luogo a diarrea ricorrente. La cosa migliore è cercare di attenersi ad una sola tipologia di alimento. Per soddisfare la golosità propria di molti gatti, piuttosto, è consigliabile alternare tra le diverse varianti dello stesso cibo.

Nei casi più seri conviene rivolgersi al veterinario

Di norma, la disperazione del proprietario per il prurito o la diarrea ricorrente del proprio gatto è tanto significativa quanto i dubbi su cosa fare al riguardo! In caso di sintomi importanti, una visita dal veterinario è essenziale. Nei casi più lievi, invece, è necessario seguire i criteri sopra descritti o creare una sorta di "diario alimentare" per ottenere indizi utili ad adattare l'alimentazione in maniera corretta.

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Poche fonti proteiche facilmente digeribili

Il passaggio più importante, quando si sceglie il cibo per un gatto sensibile agli alimenti che si trovano in commercio, è scegliere un prodotto che abbia solo una, al massimo due, fonti proteiche facilmente digeribili a ridotto potenziale allergenico e che l'organismo del gatto non conosce ancora. Questi requisiti, ad esempio, sono soddisfatti da Hill's Feline Sensitive Stomach & Skin, che contiene una sola fonte proteica rappresentata dal pollo. I carboidrati, invece, sono costituiti da riso, facilmente digeribile. In questo modo l’organismo del gatto non è sovraccaricato da una varietà eccessiva di proteine ​​differenti e le sue difese immunitarie sono supportate dalla presenza della vitamina E con proprietà antiossidanti.

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