28 maggio 2019

Axolotl

In collaborazione con Tetra
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C'è un piccolo anfibio che ultimamente sta diventando di moda come animale domestico: stiamo parlando dell'Axolotl, la salamandra messicana. Con il suo aspetto amichevole e i suoi colori appariscenti, l'Axolotl è un vero e proprio spettacolo da avere in casa e, rispetto ad altri animali esotici, questo anfibio presenta il vantaggio di non richiedere cure complesse. Il nostro articolo ti aiuterà a scoprire tutto ciò che c'è da sapere su questo anfibio.

L'Axolotl: una salamandra dall'aspetto particolare

L'Axolotl è un anfibio davvero eccezionale: vive principalmente sott'acqua e compie il suo intero ciclo vitale allo stadio larvale. Invece di effettuare la metamorfosi, si riproduce proprio in questo stadio.

Ecco perché l'Axolotl si presenta in natura esattamente così, senza essere il frutto di qualche incrocio. Il primo esemplare venne scoperto agli inizi del XIX secolo da Alexander von Humboldt, che lo portò in Europa.

Una salamandra messicana adulta ha una lunghezza che oscilla tra i 23 e i 28 cm, anche se ci sono esemplari che possono arrivare a 30 o a 40 cm. Si tratta tuttavia di casi piuttosto rari.

Queste salamandre si distinguono per i loro piccoli occhi scuri, gli arti minuti e una coda orlata di pinne, che fa da timone e permette all'Axolotl di muoversi nell'acqua. Ciò che lo rende così popolare come animale domestico è soprattutto la sua testa piatta, dotata di una bocca larga. Se osserviamo questo anfibio da vicino, sembra che abbia sempre il sorriso, il che, insieme ai due puntini scuri degli occhi, gli conferisce un aspetto amichevole. Per distinguere i maschi dalle femmine basta osservare la cloaca. Se è abbastanza pronunciata e presenta il cosiddetto rigonfiamento cloacale, si tratta di un maschio. Se invece è piatta, si tratta di una femmina.

Durante il secolo scorso sono stati allevati diversi tipi di Axolotl, il che ha portato sul mercato esemplari di tante forme e colori diversi. Uno dei più diffusi è ad esempio l'Axolotl albino, ma la pigmentazione di questi anfibi si presenta soprattutto di colore scuro, nero o grigio. Ciò che sorprende di questa creatura è la sua capacità di far ricrescere organi e arti. Se ad esempio dovesse essergli staccata una zampa, magari con un morso, questa ricresce completamente dopo un po’ di tempo. Persino le sue branchie sporgenti, se vengono danneggiate, possono rigenerarsi. In linea di massima, l'Axolotl può essere allevato in acquario in compagnia di altri animali. Tuttavia, anche se è in grado di far ricrescere parti del suo corpo, è importante evitare inquilini aggressivi.

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I colori dell'Axolotl

Il classico Axolotl che è possibile trovare in natura è di un colore tra il grigiastro e il nero. Esistono inoltre molte altre colorazioni, che sono soprattutto il frutto dell'allevamento. Gli esemplari più popolari sono di colore bianco, beige e dorato, con delle graziose macchie sulla pelle. Piuttosto insoliti sono invece i cosiddetti wild-type, che presentano una pelle grigio chiaro con dei punti scuri. I rami branchiali spuntano dai due lati della testa e presentano dei piccoli filamenti di colore rosso. Piuttosto raro è poi l’Axolotl color rame, ma ancor più raro è il cosiddetto assantico, che talvolta non presenta alcun colore ed è in gran parte trasparente. Ci sono inoltre esemplari albini dai riflessi metallici, le chimere con la loro particolare pigmentazione a mosaico, e i cosiddetti "arlecchino": questi ultimi sono in realtà Axolotl bianchi dotati di poche cellule capaci di pigmentarsi, che formano così le diverse varianti con cui può presentarsi questa "maschera".

Axolotl

L'Axolotl, una creatura sacra agli Aztechi

Il nome Axolotl deriva dalla lingua Nahuatl del popolo azteco. "Atl" significa acqua, mentre "Xolotl" era il nome di una divinità azteca. Il nome può essere tradotto come "dio dell'acqua" o "mostro acquatico". Come si può quindi capire già dal suo nome, l'Axolotl proviene dai laghi del Messico. Si possono trovare esemplari di questo animale nelle acque del lago Xochimilco e del Chalco, attorno alla metropoli di Città del Messico. Si ritiene che un tempo fosse possibile trovare la salamandra messicana anche in altri laghi dell'altopiano, che nel frattempo però si sono prosciugati. Il suo aspetto particolare potrebbe essere legato all'origine vulcanica della regione e alle caratteristiche del suo sistema idrografico.

La percentuale di Axolotl che oggi vive nel lago Xochimilco è pari allo 0,3% per chilometro quadrato. Si tratta di anfibi che preferiscono vivere in acque fredde e ricche di ossigeno, e proprio per questo motivo popolano soprattutto il fondale del lago. Gli Axolotl che vivono in natura sono esemplari notturni e, dal momento che non è possibile trovarli in altre parti del mondo, si può facilmente avere la sensazione di trovarsi di fronte ad una creatura ancestrale. Si tratta sicuramente di un animale molto antico e che già nella cultura mesoamericana aveva carattere sacro. Tuttavia, talvolta veniva usato anche per scopi alimentari e anche oggi in Messico può capitare di trovare degli Axolotl al mercato del pesce.

L'alimentazione dell’Axolotl

Per soddisfare il suo fabbisogno energetico, l'Axolotl si mette in agguato e attende la sua preda: quando un piccolo crostaceo passa nelle vicinanze, il nostro piccolo cacciatore ne approfitta per catturarlo. Oltre che di piccoli crostacei, questo anfibio si nutre anche di invertebrati come larve di insetti e uova di altri anfibi. A volte può capitare che l'Axolotl mangi anche la propria prole, e tra gli alimenti che preferisce possono esserci anche piccoli pesci. Se allevato in un acquario, questo anfibio viene di solito nutrito con larve e insetti: zanzare, lombrichi e mosche sono ad esempio una vera e propria ghiottoneria per l'Axolotl. Gli esemplari più giovani vanno nutriti ogni giorno, mentre per quelli adulti possono bastare due pasti a settimana. 

Come allevare un Axolotl

Come abbiamo già detto, l'Axolotl vive in acque dolci, fredde e ricche di ossigeno. Si tratta di caratteristiche che devono essere riprodotte al meglio anche in acquario. La temperatura ideale dell'acqua oscilla tra i 12°C e i 20°C. Al di sotto dei 10°C il nostro anfibio non subisce alcun danno, ma non appena si superano i 24°C inizia a nuotare per tutto l'acquario in preda al panico. Maggiore è la temperatura dell’acqua, maggiore è l’accelerazione del metabolismo dell’Axolotl, con il rischio concreto di sviluppare patologie dall'esito fatale. Non ci sono invece problemi con temperature basse che si aggirino attorno a 1°C o 2°C.

Il fondale dell’acquario deve essere allestito con sabbia fine, perché granelli troppo grandi potrebbero essere facilmente inghiottiti e provocare una letale occlusione intestinale. Acquistare la sabbia adatta ai nostri anfibi è piuttosto semplice e la grandezza dei granelli ideale oscilla tra 1 e 3 mm. Assolutamente indispensabile per poter allevare bene un Axolotl è inoltre la presenza di un filtro per acquari, che assieme ad una pompa di movimento garantisca la continua ossigenazione dell'acqua. L’ideale sarebbe far uso di un filtro esterno, il quale non ingombra la teca dell’acquario e assicura un'eccezionale pulizia. Tuttavia, è importante che nell’acqua non ci sia troppo movimento, altrimenti la nostra salamandra messicana sperimenta uno stato di stress.

L'Axolotl vive bene in acqua dura e con un pH superiore a 7: se l’acqua è troppo tenera, gli anfibi possono perdere temporaneamente il colore. Non si tratta di una condizione pericolosa, ma potrebbe essere comunque causa di stress. Se dal rubinetto di casa esce soltanto acqua tenera, puoi arricchirla aggiungendo sali come sodio, potassio e calcio. Il pH ottimale oscilla tra 7 e 7,5, ma può andar bene anche un valore compreso tra 6,5 e 8. La concentrazione di nitriti nell'acquario deve essere pari a 0,5 grammi per litro. Per quanto riguarda invece i nitrati, è tollerato un valore pari a 25 milligrammi.

L'Axolotl può essere allevato senza problemi da solo o in coppia: in presenza di due esemplari adulti è importante avere un acquario sufficientemente grande. Si tratta di un anfibio che solo in rari casi va d'accordo con specie di pesci più diffuse. I pesci verranno visti principalmente come alimento, e per questo motivo gli Axolotl sono poco adatti a popolare l'acquario. Si tratta di una creatura notturna ed è quindi importante abbassare l'illuminazione della teca quando è il momento di dargli da mangiare. Maggiore è il numero di Axolotl e maggiori devono essere le dimensioni della base della teca.

Per determinare le giuste dimensioni dell'acquario puoi utilizzare i seguenti valori di riferimento:

  • 1 Axolotl: un acquario da 100 litri, ad esempio una teca da 80 x 35 x 40 cm
  • da 2 a 3 Axolotl: un acquario da 160-200 litri, ad esempio una teca da 10 x 50 x 40 cm.

Per ciascun Axolotl adulto l'acquario deve disporre di uno spazio tra i 50 e gli 80 litri. L'altezza della teca è invece meno importante della grandezza della base, che deve avere una superficie sufficientemente estesa.

La base dell'acquario deve disporre di sufficiente spazio e offrire agli Axolotl la possibilità di starsene tranquilli nascosti all'interno di grotte o sotto alcune radici, con una illuminazione generale piuttosto debole.

Nell'acquario degli Axolotl possono essere inserite anche alcune piante, che devono però essere robuste come la Felce di Giava, l’Elodea e il Muschio. Sono ottime anche le piante galleggianti che, con la loro ombra lieve, saranno sicuramente gradite ai nostri anfibi.

La salute dell'Axolotl

L'Axolotl è una creatura fondamentalmente robusta. Grazie alla sua capacità di rigenerazione, non lo spaventano nemmeno ferite agli arti apparentemente gravi. Questo anfibio è capace di rigenerare anche parti del cervello e del cuore, e ogni volta delle ferite non resta alcuna traccia. A rappresentare invece un pericolo per la sua salute sono soprattutto temperature troppo elevate, per lo stress che ne deriva, un'eccessiva movimentazione dell'acqua e valori elevati del pH.  Se l'acqua dovesse essere troppo acida, potrebbe generarsi dell'ammoniaca, la quale è tossica per la salamandra messicana e a lungo andare può causarne inevitabilmente la morte.

Non è raro che l'Axolotl venga colpito da parassiti: tra questi c'è soprattutto l'Ergasilus sieboldi, che può causare gravi infiammazioni. I Ciliati sono invece causa di gravi patologie solo in caso di grandi infestazioni e in esemplari già deboli: questi ultimi iniziano a muoversi meno e a presentare inappetenza. L'intestino crasso dell’Axolotl può essere invece infestato da Flagellati, che negli esemplari più anziani e deboli provocano maggiore secrezione di muco e desquamazione della pelle. Va poi assolutamente scongiurata l'infestazione dei Mesomicetozoi: questi parassiti provocano delle vescicole sulla pelle che, una volta lacerate, non si rimarginano. Possono inoltre formarsi delle escrescenze nodose e non esiste trattamento in grado di debellare questi parassiti.

Le aspettative di vita dell’Axolotl

Se allevato in maniera idonea alla specie, l'Axolotl può vivere incredibilmente a lungo. Le sue aspettative di vita medie si aggirano attorno ai 15 anni, ma si conoscono persino esemplari che hanno raggiunto la veneranda età di 25 anni. In media, le aspettative di vita minime si aggirano tra gli 8 e i 10 anni.

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