Il diabete nel cane This article is verified by a vet

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Scritto da Franziska Gütgemann
Cane

Il diabete è la malattia metabolica ormonale più comune nei cani ed è tipicamente associata, nei soggetti colpiti, ad un aumento del bisogno di bere e ad una minzione frequente. In particolare le femmine e le razze come il Barbone e il Bassotto, tra le altre, mostrano un maggiore rischio di sviluppare questa patologia. Si è soliti suddividere il diabete in due tipi: il diabete mellito e il diabete insipido. Le due tipologie si sviluppano in maniera differente.

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Cause del diabete mellito

Il diabete mellito è decisamente la forma più comune. Si tratta di una sindrome complessa causata da un aumento del livello degli zuccheri presenti nel sangue, determinato dalla mancanza di insulina. Quest’ultima viene secreta dal pancreas il quale è suddiviso in una parte endocrina e in una parte esocrina. La parte endocrina è costituita dalle cellule ß, le quali producono l'ormone dalle proprietà anaboliche denominato appunto “insulina”. Quando l'insulina viene rilasciata nel sangue, lo zucchero viene assorbito dalle cellule e si incrementa il glicogeno, un polimero del glucosio. Se la concentrazione sale raggiungendo un determinato valore, vengono inibiti i processi metabolici che determinano la formazione di zucchero (gluconeogenesi) e la scomposizione del glicogeno in zucchero (glicolisi). Allo stesso tempo, l’insulina porta alla formazione di proteine ​​e grassi.

Le cause del diabete mellito sono molteplici. Si è soliti suddividere questa patologia in quattro diverse tipologie o forme:

  • Tipo 1 (che esordisce di norma in età giovanile) = è determinato da una carenza assoluta di insulina. Il corpo forma proteine ​​protettive (anticorpi) contro le proprie cellule del pancreas. Di conseguenza viene prodotta meno insulina o non ne viene prodotta affatto. Lo zucchero quindi non viene più assorbito dalle cellule e resta in circolo, nel flusso sanguigno. Questa tipologia di diabete è la più comune nel cane.
  • Tipo 2 (diabete mellito dell‘adulto) = è determinato da una carenza relativa di insulina. La causa risiede in una perdita di funzionalità da parte delle cellule ß o in una resistenza all'insulina. Quest'ultima implica che, sebbene venga prodotta una quantità sufficiente di insulina, questa non ha più alcun effetto sul metabolismo. Questo tipo di diabete si trova principalmente nel gatto.
  • Diabete secondario: questa forma è determinata da diverse patologie concomitanti dovute ad esempio a ghiandole surrenali iperattive (malattia di Cushing) o alla somministrazione di glucocorticoidi (cortisone), i quali possono portare ad una insulino-resistenza. Altre cause comuni sono l'infiammazione del pancreas (pancreatite), l'obesità e le infezioni in genere.
  • Diabete gestazionale: in questo contesto gli ormoni della gravidanza come il progesterone svolgono un ruolo determinante nello sviluppo della malattia, causando un incremento dei livelli di zucchero nel sangue.

 

Cause del diabete insipido

Contrariamente al diabete mellito, il diabete insipido non è particolarmente comune. A seconda della causa che lo determina, questa patologia si suddivide a sua volta in diabete insipido centrale e renale (o nefrogenico). Entrambe le forme possono insorgere congenitamente o come patologia secondaria dovuta ad altre malattie e traumi, laddove l'ormone antidiuretico (ADH, o diuretina) è l’aspetto nodale della patologia. Questo ormone viene prodotto nell'ipotalamo (parte del diencefalo) e normalmente ha il compito di favorire il riassorbimento dell'acqua a livello renale opponendosi alla produzione di urina, da cui il termine “antidiuretico”. Nel diabete insipido centrale, tuttavia, vi è una carenza di ADH, mentre il diabete insipido renale è causato dall'incapacità dell'ADH di legarsi ai recettori associati. Sintomo tipico di questa forma di diabete è l'aumento della minzione.

Sintomatologia

Nel cane il diabete è associato ai seguenti sintomi:

  • sintomo chiave: sete intensa (polidipsia) e aumento della quantità di urina (poliuria)
  • calo ponderale a dispetto dell‘aumento dell’appetito (polifagia)
  • svogliatezza, stanchezza
  • cataratta associata ad improvvisa cecità
  • manto opaco
  • cicatrizzazione scadente
  • chetoacidosi diabetica (DKA): qualora la terapia non sia corretta o il diabete non venga rilevato, può accadere che le cellule del corpo non ricevano più sufficiente zucchero, come fonte di energia. Il risultato è un'eccessiva produzione di corpi chetonici attraverso la scomposizione dei grassi. L'aumentata concentrazione di corpi chetonici (chetosi) porta infine a un'eccessiva acidificazione del sangue (acidosi). I cambiamenti elettrolitici che ne derivano possono provocare vomito, debolezza e condizioni potenzialmente letali.
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Diagnostica

Ogni visita dal medico veterinario inizia sempre con una serie dettagliata di domande rivolte dal medico al proprietario dell’animale (anamnesi). Si tratta di uno strumento prezioso, indispensabile per poter effettuare una diagnosi, poiché indizi importanti quali l'aumento del consumo di acqua o l'apatia sono potenziali indicatori del diabete nel cane. Dopo l'anamnesi è il momento dell’esame clinico generale, nel quale si verificano e registrano le condizioni generali dell’animale. Il veterinario effettua quindi un esame specifico. A tal fine, si procede con un prelievo del sangue e una raccolta delle urine per determinare parametri importanti come il livello di zucchero. Dato che il livello di zucchero nel sangue è un valore soggetto a forti fluttuazioni, legate soprattutto a fattori quali il cibo assunto e lo stress, ad esempio, è consigliabile effettuare anche il test della fruttosamina.

Si tratta di un esame che rileva alcune proteine che possono essere prese in considerazione come parametri a lungo termine (oltre 1-3 settimane) del livello di zuccheri nel sangue. Se si sospetta una pancreatite, può essere utile anche determinare variabili ausiliarie specifiche come l'amilasi e la lipasi. L’eventuale aumento del valore degli zuccheri, delle proteine ​​ed eventualmente di corpi chetonici, nonché un diverso peso specifico delle urine confermano il sospetto di diabete. Siccome un livello elevato di zuccheri nel sangue può danneggiare l’occhio del cane, opacizzando e gonfiando il cristallino sino a distruggerne la struttura e portando l’animale alla cecità, l’iperglicemia costituisce un serio rischio anche per l’insorgenza della cataratta diabetica. Pertanto, è necessario eseguire periodiche misurazioni della pressione sanguigna del cane ed effettuare una visita oculistica. Al fine di evidenziare il diabete insipido differenziandolo da quello mellito, si può eseguire un test per la stimolazione dell’ormone antidiuretico ADH, ormone che ha la funzione di bilanciare la diuresi. Tale esame consiste nel somministrare ADH al cane e misurare quindi il miglioramento del recupero dell'acqua. Nel caso in cui si riscontri un miglioramento, si ha la diagnosi diabete insipido centrale. Un altro metodo è il cosiddetto test dell’assetamento. Per effettuarlo, occorre che il cane resti senza acqua per diverse ore e abbia quindi sete, dopo aver svuotato la vescica: a quel punto gli viene misurata la quantità di urina che si è formata. Nel caso in cui l’animale mostri una mancata capacità di concentrazione delle urine, ossia se la quantità di urina non risulta diminuita, si ha la conferma della diagnosi di diabete insipido.

Terapie

A seconda della causa, possono rivelarsi efficaci diversi trattamenti:

Diabete mellito:

  • Insulina somministrata due volte al giorno (insulina regolare, insulina intermedia o insulina prolungata).
  • Dieta: valutazione attenta del fabbisogno calorico, somministrazione limitata di carboidrati e di grassi scarsamente digeribili, a fronte di una dieta ad elevato contenuto di fibre grezze.
  • Movimento (l’animale deve muoversi con regolarità).
  • Controllo costante del valore degli zuccheri nel sangue e di altri parametri.
  • In caso di chetoacidosi diabetica (DKA): immediata somministrazione di infusioni, elettroliti e insulina, nonché costante supervisione da parte di un medico veterinario.
  • Gli antidiabetici orali sembrano non mostrare sui cani alcun effetto benefico.

Diabete insipido:

  • Forma centrale: somministrazione dell’ormone ADH sintetico.
  • Forma renale: trattamento della patologia concomitante, riduzione dell'assunzione di sale.

Diabete gestazionale:

  • castrazione precoce
  • terapia insulinica, anche per tutta la vita dell’animale

Prognosi

La prognosi, quando la diagnosi del veterinario è diabete mellito, dipende dalle eventuali complicanze e dal successo della terapia che viene prescritta. Se il cane malato reagisce positivamente all'insulina, la prognosi è buona. Se al momento della prognosi il cane mostra già complicazioni e fatica ad adattarsi all'insulina, invece, esiste il rischio di una effettiva riduzione della qualità di vita dell’animale. La prognosi per il diabete insipido centrale invece è generalmente favorevole, mentre quella per il diabete insipido renale è legata alle possibili patologie correlate.

 

Prevenzione

È difficile prevenire il diabete nei cani. Tuttavia, secondo gli orientamenti medici prevalenti, una sterilizzazione precoce delle femmine, una dieta sana ed equilibrata nonché la possibilità per il cane di svolgere regolarmente attività fisica possono ridurne il rischio.

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